PHOTOLUX FESTIVAL – MONDI | NEW WORLD

Oltre 20 mostre – dal 16 novembre all’8 dicembre 2919 a Lucca – diffuse in sei sedi nel cuore della città toscana, per uno degli appuntamenti di fotografia più interessanti del panorama europeo.

Il conto alla rovescia per la nuova edizione di Photolux Festival Biennale Internazionale di Fotografia di Lucca è stato attivato. Mancano poco più di due mesi all’apertura di uno degli appuntamenti più interessanti e attesi del panorama europeo, interamente dedicati alla fotografia.

L’iniziativa lucchese, diretta da Enrico Stefanelli, in programma dal 16 novembre all’8 dicembre 2019, propone un ricco programma che ruota attorno al tema Mondi | New Worlds, con oltre 20 mostre, diffuse in sei sedi espositive del centro della città, conferenze, workshop, letture portfolio, incontri con i protagonisti della fotografia internazionale.

In un anno in cui importanti avvenimenti della storia arrivano al loro anniversario afferma Enrico Stefanelli, direttore della Biennale Internazionale di Fotografia di Lucca, abbiamo voluto volgere lo sguardo, attraverso la narrazione fotografica, ad alcuni dei momenti salienti del Novecento. Narrate nell’oggi o nell’allora, abbiamo raccolto storie che raccontano di conquiste, di rivoluzioni, di percorsi che hanno portato oltre i muri. Dalla conquista della luna, passando per la caduta del muro che divideva Berlino in due città, la rivoluzione iraniana e la strage di Tienanmen, fino alla Russia di Lenin.

Mondi|New Worlds prosegue Enrico Stefanelli – è quello slancio verso la volontà di cambiare il passato, costruendo nel presente un mondo nuovo da consegnare al futuro: il racconto di avvenimenti che hanno per sempre mutato il corso della storia, nella volontà e nella speranza di rendere il mondo un posto migliore”.

Il percorso espositivo si apre idealmente dal Palazzo delle Esposizioni della Fondazione Banca del Monte di Lucca, con la collettiva dal titolo 2:56 AM. To the Moon and Back (a cura di Enrico Stefanelli, Chiara Ruberti, Naima Savioli, Alessia Locatelli, Chiara Dall’Olio, Alessandro Romanini e Andrea Pacifici) che celebra il 50° anniversario del primo uomo sulla Luna, attraversouna selezione di immagini dell’archivio NASA e opere di autori quali Antonio Biasiucci, Vincent Fournier, Alberto Giuliani, Jorge Peréz Higuera, Kaja Rata, Edoardo Romagnoli, Penelope Umbrico, Francesco Zizola e altri, oltre a installazioni video e sonore, oggetti e sculture, che restituisce i diversi approcci con i quali la fotografia (contemporanea e storica), le arti visive e plastiche, il cinema, il fumetto e la musica hanno guardato allo Spazio e più in particolare alla Luna.

Il visitatore è condotto in un viaggio esperienziale e didattico nell’immaginario di una delle conquiste che più hanno segnato l’intera umanità. La rassegna, col patrocinio dellENAC – Ente Nazionale per l’Aviazione Civile, funge da pretesto per rileggere la storia dell’uomo, fatta di sfide, di sforzi individuali e collettivi che ne hanno cambiato il corso: piccole e grandi rivoluzioni che hanno abbattuto muri e costruito nuovi Mondi.

Le iniziative di Photolux Festival 2019 hanno un elemento comune che le contraddistingue, documentare il desiderio umano di spingersi al di là dei propri limiti, grazie a un programma che varia dalla scoperta di nuovi pianeti attraverso l’esplorazione spaziale fino a un’approfondita analisidelle rivoluzioni sociali e politiche del Novecento, in particolare di questi ultimi cinquant’anni – dall’Iran alla Cina, dall’Est Europa a Cuba –, avvenimenti che hanno consegnato alla storia luoghidiversi da quelli fino ad allora conosciuti, superando confini e convenzioni.

PALAZZO DUCALE

A Palazzo Ducale, uno dei fulcri di Photolux Festival, sono le immagini di Magnum Photos a esaminare il significato del termine “Rivoluzione”. La proiezione Magnum Revolution, attingendo dal grande archivio della prima agenzia fotografica, fondata a Parigi nel 1947, documenta oltre sessant’anni di storia, attraverso l’obiettivo dei più importanti fotoreporter del Novecento, da René Burri a Larry Towell, da Stuart Franklin a Bruno Barbey, da Alex Majoli e Paolo Pellegrin, da Josef Koudelka a Susan Meiselas, dal culmine della Guerra Fredda con la rivolta ungherese del 1956, alle vicende più attuali dell’era di Twitter, che hanno iniziato a scuotere il mondo arabo nel 2011.

Abbas | The Iranian Revolution 1979 (a cura di Enrico Stefanelli, in collaborazione con Magnum Photos) racconta la rivoluzione iraniana vista dal fotografo Magnum Abbas (Khash, Iran, 1944),che ha documentato il Paese nel 1979 durante gli avvenimenti che segnarono la caduta dello scià di Persia, Reza Pahlavi, e la salita al potere dell’Ayatollah Khomeini.

Inerzia e forza: una seconda rivoluzione (a cura di Simindokht Dehghani, in collaborazione con AG Galerie di Teheran) rivolge uno sguardo approfondito sulla fotografia contemporanea in Iran. Accanto a quella documentaria, che ha avuto il momento di maggior slancio durante la Rivoluzione del 1979 e gli otto anni di guerra con l’Iraq (1980-1988), si è sviluppato il desiderio di far diventare la fotografia una disciplina universitaria.

Tra le voci più autorevoli di questo cambiamento vi è Bahman Jalali (1945-2010), capostipite di una generazione di artisti che rappresenta la voce emergente della nuova fotografia iraniana, che siconcentra oggi sulla calma forza di una seconda rivoluzione utilizzando i linguaggi e i dispositivi dell’estetica contemporanea.

La Russia sarà al centro di due mostre a Palazzo Ducale. La prima è il reportage The April Thesisdi Davide Monteleone (Potenza, Italia, 1974) che, a poco più di cento anni dalla Rivoluzione di ottobre, costruisce una cronologia delle due settimane della vita di Lenin precedenti a quegli eventi che hanno cambiato la storia della Russia e del mondo intero. Alla ricerca della bozza originale delle Tesi di Aprile, il documento con cui Lenin invitava al rovesciamento del governo provvisorio e definiva le direttive politiche per la costituzione del comando bolscevico, Monteleone ricrea e mette in scena l’epico viaggio di Lenin inspirandosi ai documenti d’archivio reperiti nel RGASPI (Archivio di Stato Russo della Storia Socio-Politica Sovietica) e ad alcuni libri, tra i quali To Finland Station di Edmund Wilson e The Sealed Train di Michael Pearson.

Il risultato finale vede insieme una serie di paesaggi contemporanei, fotografie forensi d’archivio e autoritratti, che ritracciano il viaggio di Lenin nello spazio e nel tempo.

L’altra, #Draft presenta il lavoro di Dmitry Markov (Pushkino, Russia, 1982) che documenta la vita quotidiana della città di Pskov. Markov scatta le sue fotografie utilizzando uno smartphone che poi condivide su Instagram. Sono immagini che ritraggono persone emarginate, ai confini della società. Markov costruisce una sorta di autoritratto, cercando se stesso raccontando le vite degli altri.

La mostra di Vincent Delbrouck (Bruxelles, Belgio, 1975) che restituisce un’immagine reale di quello che è l’isola di Cuba oggi.

A Photolux Festival, l’artista belga presenta Champù. The youth of la Vibora, una serie di ritratti di adolescenti appartenenti alla generazione nata in quello che viene chiamato “periodo speciale”, ovvero negli anni immediatamente successivi alla caduta del Muro di Berlino e al collasso dell’Unione Sovietica – alleato economico di Cuba –, che hanno portato a una seria carenza di cibo e di beni di consumo. Delbrouck ha fotografato e filmato questi ragazzi dopo la scuola, vestiti delle uniformi scolastiche obbligatorie, al parco o sulla spiaggia: mentre ridono, parlano, ascoltano musica, fumano, bevono champù (rum diluito), si baciano, mostrando una inesauribile e liberatoria energia in qualsiasi cosa facciano. Le sue immagini sono il testamento della forza delle persone di rialzarsi nelle difficoltà per costruire un futuro migliore. Champú. The youth of La Vibora è la testimonianza dell’energia vitale della Cuba odierna, dove la parola “speranza” ha ormai perso ogni significato.

Il percorso in Palazzo Ducale si conclude con la proiezione delle immagini che racconta la storia del Prix Pictet dal 2008 a oggi e di quelle dei finalisti dell’edizione 2019. Il premio, fondato nel 2008 dal Pictet Group, è oggi riconosciuto come uno tra i più prestigiosi riconoscimenti per la fotografia al mondo. Ogni anno, concentra l’attenzione su un tema che promuove la discussione e il dibattito su questioni legate alla sostenibilità. Quello di quest’anno è Hope, speranza.

EX-CAVALLERIZZA

Altro importante polo espositivo di Photolux è lo spazio della Ex-Cavallerizza. Qui viene presentato al pubblico, per la prima volta in Italia, il progetto di Joan Fontcuberta (Barcellona, Spagna, 1955), Gossan: Mars Mission ambientato a Huelva, la città nel sud-ovest della Spagna che è stata il porto di partenza per le spedizioni verso il Nuovo Mondo, e che oggi spera di prendere parte alla prossima grande avventura dell’umanità: la conquista di Marte.

Mentre le agenzie spaziali governative e le società private lavorano per raggiungere quell’obiettivo, la regione mineraria del Riotinto è diventata un prezioso terreno di prova: nel suo paesaggio, così simile a quello del Pianeta Rosso, la fantascienza sembra diventare realtà.

Per questa ragione il fondo di investimento cinese Galaxy Enterteinment ha deciso di costruirviGossan: Mars Mission, il primo parco dedicato all’esplorazione interplanetaria e le sue attrazioni offriranno un’esperienza ludica e didattica a un pubblico vasto, di tutte le età.

Per promuovere questa importante iniziativa, Galaxy Enterteinment e l’Ufficio del Turismo dell’amministrazione di Huelva hanno richiesto la collaborazione di artisti visionari e hanno commissionato a Joan Fontcuberta la realizzazione delle immagini preliminari per la campagna di comunicazione del progetto.

Il confine tra realtà e finzione è al centro del lavoro del fotografo brasiliano Paulo Coqueiro. In Don’t lie to me (a cura di Alejandra Hernández Muñoz), Coquiero segue le vicende di Tito Ferraz, alter ego dell’artista. In un Brasile sommerso dai pettegolezzi, dalle fake-news, da convinzioni senza prove concrete e da una manipolazione dell’opinione pubblica come mai si era vissuta prima, Tito Ferraz è indice dell’era della post-verità, della fragilità della nostra capacità critica e del potere dell’apparenza e della rappresentazione.

La notte più lunga è il titolo della mostra (a cura di Renata Ferri) che presenta lo straordinario reportage che Dario Mitidieri (Villa d’Agri, PT, Italia, 1959) ha realizzato nel 1989 durante la rivolta di piazza Tienanmen a Pechino.

A trent’anni di distanza, il lavoro di Dario Mitidieri acquista una nuova importanza, che permette al visitatore di tornare a quei giorni attraverso immagini vivide, scandite da attimi drammatici. L’insieme di questi frammenti diventa racconto, cronaca e testimonianza: osservandoli sembra si possano udire i suoni e le grida, notare i movimenti scomposti, gli sguardi attoniti mentre la notte assiste alla tragedia. Tra gli scatti di Mitidieri, emerge quello del bambino che dà una sorta di “benvenuto” ai soldati. Realizzato qualche ora prima dell’inizio della repressione, esprime bene lo stato d’animo d’innocenza con cui le migliaia di manifestanti fino a quel momento avevano atteso una risposta da parte delle autorità.

La città di Berlino è al centro di due esposizioni che ne ripercorrono la storia recente. Da un lato, Udo Hesse (Troisdorf, Germania, 1955) con East-Berlin (a cura di Markus Hartmann) presenta il suo reportage realizzato tra il 1981 e il 1983 tra strade della capitale della Germania Est, nel quale documentò la vita quotidiana e alcune occasioni particolari, come le parate del 1° maggio. Hesse viene arrestato il 9 marzo del 1982 dalla Volkspolizei (polizia del popolo) per aver fotografato il muro e la piattaforma panoramica di Schwedterstrasse e tutto il materiale fotografico gli fu sequestrato. Solo dopo aver fatto richiesta ufficiale al Commissariato Federale per gli Archivi della Stasi nel 2007, Hesse ha ricevuto la copia del fascicolo di 40 pagine che lo riguardava e che includeva le copie delle immagini censurate dal 9 marzo 1982. Dei 5 rullini originali che gli erano stati confiscati, gli sono stati restituiti soltanto 7 negativi originali.

Dall’altro lato, Stéphane Duroy (Bizerte, Tunisia, 1948), in collaborazione con Agence VU’, con Berlin 1980-1990, consegna ai visitatori le immagini degli ultimi anni della storia di Berlino, conclusasi il 9 novembre 1989, con la caduta del Muro.

VILLA BOTTINI

Photolux rende omaggio a Romano Cagnoni (Pietrasanta, Italia, 1935-2018), uno dei grandi fotoreporter italiani, a un anno dalla scomparsa. L’esposizione, La rivelazione umana (a cura di Benedetta Donato), propone un corpus di immagini che ripercorre la sua carriera, dal lavoro sul Vietnam del Nord (1965), dove fu l’unico fotografo occidentale a essere ammesso nel territorio, ai pluripremiati reportage in Biafra (1968-1970), dove fu fra i primi corrispondenti a testimoniare il fenomeno dei bambini che morivano di fame, delle masse che perdevano l’individualità, degli oppressi che tentavano di emergere come popolo della resistenza; e ancora dal Cile prima del Golpe per mano di Pinochet (1971), all’Argentina durante il ritorno di Peron (1972), fino alla rivoluzione in Romania (1989) o ad ardite e mai sperimentate produzioni, come l’allestimento di improbabili set nei campi di combattimento, per ritrarre i guerriglieri ceceni o l’utilizzo del banco ottico, per riportare la distruzione del conflitto nei territori della ex Jugoslavia in ogni suo minimo dettaglio.

Behind the wall è il titolo della mostra di David Appleby (Londra, Gran Bretagna, 1981) cheraccoglie le foto di scena e il ‘dietro le quinte’ di The Wall, la riduzione cinematografica del famoso album dei Pink Floyd. Come afferma lo stesso Appleby, “Queste fotografie rappresentano al meglio i ricordi di quella esperienza, ma non sarebbero diventate una mostra se i 10.000 negativi bianco e nero originali non fossero stati disseppelliti dalla cripta degli Studios di Pinewood, dove sono stati conservati per quasi 30 anni. La storia e l’immaginario di questo film erano talmente potenti che riuscire a catturare quell’atmosfera surreale e sconvolgente è stata per me una meravigliosa sfida.

A Villa Bottini si trova anche linstallazione digitale che presenta i vincitori del Sony WorldPhotography Award 2019. Il premio vede lItalia protagonista con quattro fotografi che si sono distinti nelle categorie del concorso Professionisti: Alessandro Grassani nella categoria Sportcon la serie Boxing Against Violence: The Female Boxers of Goma; Jean-Marc Caimi e Valeria Piccinini nella categoria Scoperta con la serie Güle Güle; Massimo Giovannini nella categoria Ritratto con Henkō e Nicola Vincenzo Rinaldi nella categoria Open con The Hug.

CHIESA DI SAN CRISTOFORO

Come di consueto, nella Chiesa di San Cristoforo, sarà allestita la mostra dei vincitori del World Press Photo 2019. Quest’anno la giuria ha selezionato come World Press Photo of the Year 2019(Foto dell’anno 2019) l’immagine del fotografo americano John Moore, Crying girl on the border, che raffigura una bambina di due anni che piange mentre sua madre viene perquisita da unagente alla frontiera tra Messico e Stati Uniti.

Nella categoria World Press Photo Story of the Year, il vincitore è stato il Pieter Ten Hoopencon The migrant carovan, un lavoro sulla carovana dei migranti diretta negli Stati Uniti. 

Tra i fotografi italiani, due sono i premiati: Lorenzo Tugnoli con Yemen Crisis (primo posto nella categoria General News, Stories), e Marco Gualazzini con The Lake Chad Crisis, (primo posto nella categoria Environment, Stories).

MOSTRE COLLATERALI

Photolux accoglie quest’anno all’interno del suo programma espositivo una serie di eventi collaterali, con partner nazionali e del territorio.

Dopo la fortunata edizione del 2018, torna la collaborazione con FPmag e Rufus Photo Hub, che promuovono la call for entry Simultanei, Volti del Contemporaneo 2019.

Il progetto selezionato sarà stampato da BAM (Bottega Antonio Manta), incorniciato da Rufus Photo Hub.

Immagini in comune è la mostra, a cura di Claudio Composti e Alessandra Mauro, che raccoglie i progetti degli studenti del Master in Fotografia della Raffles Milano Istituto Moda e Design, diretto da Alessandra Mauro, realizzati in questo anno di corso.

Ai possessori del biglietto Photolux sarà consentito accedere, pagando un ingresso ridotto, alle mostre: Werner Bishof. Classics al Lu.CCA Museum fino al 7 gennaio 2020 e Bernardo Bellotto 1740. Viaggio in Toscana alla Fondazione Ragghianti fino al 6 gennaio 2020.

COLLABORAZIONI

Grazie alle sue proposte espositive di alta qualità e alla fitta rete di rapporti che ha saputo intessere con istituzioni straniere, Photolux Festival ha raggiunto una solida credibilità internazionale, come testimonia la vetrina della manifestazione lucchese a Les Rencontres International de la Photographie di Arles.

Per questa edizione, si consolida il legame, avviato nel 2017, con il Centre Méditerranéen de la Photographie di Bastia, in Corsica, che prevede un programma di residenze d’artista per incoraggiare la ricerca e lo scambio culturali, promuovendo la giovane fotografia emergente a livello internazionale. A Lucca, saranno ospitate le personali di Filippo Brancoli Pantera, scelto dal Centre Méditerranéen de la Photographie di Bastia tra i 5 autori dei migliori portfolio presentatidurante le Letture Portfolio di Photolux 2017 e di Lola Reboud selezionata tra 5 candidatiindividuati dal direttore del centro francese, Marcel Fortini. I due artisti hanno lavorato rispettivamente sul territorio corso e su quello versiliano.

Nel 2017, Photolux Festival insieme a Kaunas Photo (Lituania) e PhotAumnales (Beauvais, Francia) ha dato vita al progetto “ERA. European Residence Award, che prevede un programma di residenze per artisti, selezionati durante le edizioni 2017 e 2018 delle Letture Portfolio dei tre Festival. A Lucca saranno esposti i lavori di Emanuela Colombo (Italia, 1974), Andrei Vasilenko(Lituania, 1985) e Jean-Michel André (Francia, 1976), frutto delle residenze tenute nelle aree di competenza dei festival coinvolti.

A Lucca, due mostre propongono le opere di Pia Kintrup (Hattingen, Germania, 1988) e Fabian Albertini (Montecchio Emilia, 1965), finaliste del Premio Arte Laguna 2019, che forniscono due ulteriori tasselli alla riflessione che ruota attorno al tema portante del Festival.

Le mappe di Kintrup svelano quanto sia relativo, per certi versi anche aleatorio, il concetto di confine; le fotografie di Albertini chiedono di ragionare su come le nuove tecnologie rappresentino una vera e propria rivoluzione sociale che sta portando cambiamenti irreversibili nel nostro quotidiano.

Grazie alle collaborazioni con il Festival Luz del Norte di Città del Messico e con Les Rencontres Internationales de la Photographie en Gaspésie (Quebec, Canada), a Lucca saranno proiettati i lavori di artisti messicani e canadesi.

Sabato 30 novembre è in programma una giornata di studi, organizzata con IMT. Scuola Alti Studi Lucca, che indagherà il complesso quanto affascinante rapporto tra la fotografia e il femminismo.

PREMI

PHOTOLUX AWARD 2019

In occasione dell’edizione 2019, Photolux Festival promuove la terza edizione del Photolux Award, un premio internazionale dedicato alla fotografia emergente. I curatori e i direttori delle più importanti istituzioni e riviste internazionali dedicate alla fotografia sono invitati a proporre progetti di giovani autori emergenti che declinino il tema del Festival: MONDI.

Il concorso si propone di individuare talenti emergenti e dar loro visibilità. Il progetto vincitore sarà prodotto ed esposto in una delle sedi ufficiali del Festival e inserito all’interno del catalogo.

PHOTOBOOX AWARD 2019

Il PhotoBoox Award 2019 è un premio internazionale promosso da Photolux in collaborazione con ceiba editions e Grafiche dell’Artiere, realizzato in collaborazione con Miami Photo Fest e con la media partnership di EyesOpen! magazine. Il miglior progetto editoriale selezionato dalla giuria sarà pubblicato e distribuito dalla casa editrice ceiba editions e presentato a Photolux con una mostra in una delle sedi ufficiali della manifestazione.

ROMANO CAGNONI PHOTOLUX AWARD

Photolux e AFIP International, in collaborazione con 6Mois e Internazionale, hanno promossoun concorso internazionale dedicato al fotogiornalismo e intitolato a Romano Cagnoni, riconosciuto come uno dei fotografi più rappresentativi del Ventesimo secolo.

La shortlist dei dieci finalisti sarà annunciata e pubblicata sul sito e canali social di Photolux. Il vincitore avrà l’opportunità di pubblicare il proprio progetto o di ricevere un incarico da parte delle riviste Internazionale e 6Mois.

INTARGET PHOTOLUX AWARD 2019

Nuova edizione del contest promosso da Photolux e Intarget rivolta ai fotografi e collettivi fotografici, professionisti e non, di qualsiasi genere e nazionalità. I progetti devono proporre una lettura inedita e originale del tema del Festival.

PHOTOLUX TRAVEL PHOTOGRAPHY AWARD

Photolux Travel Photography Award è la prima edizione del challenge promosso da Photolux in collaborazione con Kel 12 Lucca e National Geographic Expeditions, il cui obiettivo è quello di invitare i fotografi a interpretare il tema della fotografia di viaggio, attraverso uno sguardo inedito e originale che offra nuove prospettive dalle quali osservare il mondo.

Tra le varie iniziative proposte da Photolux Festival si segnala PhotoMATCH, il nuovo format di letture portfolio, ideato da FotoFestiwal di Lodz in Polonia e organizzato a Lucca in collaborazione con lo Spazio Fotografia San Zenone, che si terrà nel weekend del 23 e 24 novembre, e i Workshop, in programma ogni fine settimana, che vedranno partecipare, tra gli altri, lartista e curatore olandese Erik Kessels, il direttore della fotografia del National Geographic Sarah Leen e i fotografi Fausto Podavini, Paolo Verzone e Francesco Zizola.

La Biennale Internazionale di Fotografia di Lucca è diretta da Enrico Stefanelli, organizzata con il sostegno del Main partner Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e della Città di Lucca; partneristituzionali: Provincia di Lucca, Fondazione Banca del Monte di Lucca, IMT Scuola Alti Studi Lucca, Fondation Manuel Rivera-Ortiz; sponsor: intarget flowing digital, Leica, Sony, Pictet Asset Management, Azimut.

Photolux Festival di Lucca è parte della rete denominata SISTEMA FESTIVAL FOTOGRAFIAche riunisce, oltre al festival lucchese, anche Fotografia Europea di Reggio Emilia, Cortona On The Move, Festival della Fotografia Etica di Lodi e SI FEST di Savignano sul Rubicone, nello sviluppo di iniziative comuni, committenze fotografiche e molto altro.

Immagine di copertina: Pia Kantrup, Maps, 2018; © Pia Kantrup © Davide Monteleone, dalla serie “The April Thesis”.

Rossello Family Office di Cristina Rossello

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