ELEONORA DUSE LA “DIVINA” (1924-2024) TORNA A VENEZIA. NEL MELODRAMMA IL SUO TORMENTATO CONNUBIO CON D’ANNUNZIO

A cento anni dalla scomparsa di Eleonora Duse, si è aperta una stagione di celebrazioni in tutta Italia, raccolte sotto un apposito Comitato nazionale.

Fulcro di tanti progetti ed eventi che stanno prendendo forma è l’Istituto per il Teatro e il Melodramma della Fondazione Giorgio Cini, che custodisce l’Archivio Duse, la collezione più ampia e completa di documenti sulla vita e sull’arte della grande attrice italiana. All’interno di questa importante collezione confluiscono diverse donazioni che, tra gli anni Sessanta e gli anni Ottanta del Novecento, hanno dato vita ad altrettanti fondi d’archivio. La più importante di queste donazioni è quella della nipote ed unica erede di Eleonora Duse, Eleonora Ilaria Bullough, Sister Mary Mark, che nel 1968 decise di donare alla Fondazione Cini tutto quello che ancora possedeva della nonna materna.

Maria Ida Biggi, direttrice dell’Istituto per il Teatro e il Melodramma, spiega come «grazie alla varietà e alla ricchezza della documentazione conservata nell’Archivio e alla sinergia con molte altre istituzioni culturali, è ora possibile lavorare su più linee di ricerca, integrando indagine scientifica con la diffusione della cultura teatrale. Infatti, le celebrazioni si muovono con un duplice intento: coinvolgere il grande pubblico e nello stesso tempo fornire nuovi approfondimenti agli studiosi che tengano conto di una lettura rispettosa e corretta dei documenti».

Si tratta del terzo atto di una trilogia di esposizioni, quest’anno dedicato alla ricezione internazionale del teatro di Eleonora Duse (nel 2022, il focus è stato sul legame con Venezia e nel 2023 con la sua dimensione nazionale). Nella Stanza Duse i visitatori faranno un viaggio nelle sue tournée, attraverso lettere e telegrammi, copioni annotati, fotografie, registri amministrativi di scritture teatrali.

Troveremo la grande attrice in Russia tra il 1891 e il 1892 e al Castello di Windsor nel 1894, dove impressionerà la regina Vittoria. A Parigi, nel 1897, recita nel teatro di Sarah Bernhardt e mette in scena “Sogno di un mattino di primavera” di Gabriele D’annunzio, di cui viene esposta l’edizione del testo con dedica. E poi i teatri di Buenos Aires e Rosario, da giugno a ottobre del 1907; infine il lungo trionfo sulle scene degli Stati Uniti, in ben tre occasioni, tra cui l’ultima, in quel fatidico 1924.

Proprio grazie alla quantità e alla qualità del materiale documentale custodito dalla Fondazione Giorgio Cini, l’Istituto per il Teatro e il Melodramma ha lavorato in sinergia con molte istituzioni culturali e su un gran numero di progetti.

L’istituto ha ideato e promosso in collaborazione con il Teatro Stabile del Veneto, la rassegna teatrale “Dall’archivio alla scena” che si terrà allo Squero dell’Isola di San Giorgio dal 16 maggio al 14 giugno.

Per l’occasione, l’Istituto ha lavorato strettamente con le attrici che saranno protagoniste della rassegna: con Sonia Bergamasco, che intende tracciare un ritratto di Eleonora Duse attraverso la voce di altri artisti, testimoni illustri della sua arte (16 maggio); con Lucia Poli, selezionando un gruppo di lettere tra la grande attrice e Giovanni Papini (28 maggio); con Elena Bucci, infine, grazie a un lavoro di scavo nell’archivio tra lettere e testimonianze (11 giugno). Partecipano alla rassegna anche alcune tra le più prestigiose scuole di teatro a livello nazionale, luoghi di formazione che hanno raccolto l’invito dell’Istituto e proposto ai propri giovani attori di confrontarsi con il teatro e con l’arte di Eleonora Duse. Si tratta dell’Accademia dei Filodrammatici, la Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi di Milano, l’Accademia Teatrale Carlo Goldoni – Teatro Stabile del Veneto.

Nella stessa cornice di Casa Goldoni è possibile visitare “Eleonora Duse 1858 – 1924”, un progetto espositivo e didattico, promosso dall’Istituto per il Teatro e il Melodramma, di recente presentato all’Istituto italiano di Cultura a Mosca e di prossima apertura presso l’Istituto italiano di cultura di Parigi.

Al centro di tutte le iniziative veneziane dell’Istituto per il Teatro e il Melodramma, sarà infine la mostra “Eleonora Duse. Mito contemporaneo” che si aprirà il 29 giugno a Palazzo Cini e sarà visitabile fino al 13 ottobre 2024.

A prendere la scena saranno in particolare gli abiti dell’attrice conservati nell’archivio. Si tratta di modelli di alta sartoria, perfettamente conservati. Oltre alle creazioni della sartoria italiana Magugliani, si conservano pezzi davvero rari: i modelli realizzati da Paul Poiret, l’artista che agli inizi del XX secolo presentò la prima forma di pantalone al femminile, l’atelier di Jean Philippe Worth, attivo tra Londra a Parigi a cavallo dei due secoli, e alcune tuniche e sopravvesti disegnate da Mariano Fortuny.

Commento di Cristina Rossello: La Duse è stata primadonna del teatro italiano con talento manageriale. Fu lei stessa a dirigere la sua compagnia anche nel ruolo di direttrice artistica. Per lei Venezia aveva un importante significato sia dal punto di vista professionale che affettivo. Nella città lagunare città ebbe il suo primo successo teatrale con “La Principessa di Baghdad” di Alexandre Dumas nel 1882, ma fu anche il momento del suo incontro con D’Annunzio, che con lei diede vita a un tormentato connubio amoroso e artistico. Si deve proprio a lui l’appellativo la “Divina” che ancora di più oggi, la consacra come una grande artista del melodramma italiano.

Tutte le iniziative promosse dall’Istituto per il Teatro e il Melodramma della Fondazione Giorgio Cini, nell’ambito dei cento anni dalla scomparsa di Eleonora Duse, sono parte delle celebrazioni del Comitato nazionale, sono realizzate con il contributo della Regione del Veneto e sono riconosciute nella lista degli anniversari UNESCO 2024-2025 secondo quanto approvato nel corso della 42° sessione della Conferenza Generale.

 

 

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