PLACE DE LA CONCORDE E IL MUSEE DE L’ORANGERIE, UN VIAGGIO DENTRO LA LORO STORIA

Nel nostro continuo viaggiare alla scoperta di patrimoni culturali abbiamo deciso di conoscere meglio la storia della Place de la Concorde a Parigi, la seconda piazza più grande della Francia dietro Quinconces a Bordeaux con una visita al Musée de l’Orangerie

Place de la Concorde fu costruita tra il 1757 e il 1779. All’epoca si chiamava “Place de Louis XV”. Al centro era stata eretta una statua equestre del re per celebrare la sua guarigione da una grave malattia. Nel 1792, la statua fu rovesciata e fusa e la piazza fu ribattezzata “Place de la Révolution”. Durante la Rivoluzione francese, la piazza fu teatro di scene sanguinose a causa dell’installazione della ghigliottina, dove furono giustiziate più di 1.200 persone. Tra i personaggi più famosi ricordiamo Maria Antonietta, Luigi XVI e Robespierre. Con la fine del Terrore, la piazza venne definitivamente ribattezzata Place de la Concorde nel 1795. Place de la Concorde assunse l’aspetto attuale tra il 1836 e il 1840, quando un immenso obelisco proveniente da Luxor, vecchio di più di 3000 anni, fu offerto dal viceré d’Egitto alla Francia. Ai lati dell’obelisco si trovano due monumentali fontane in stile romano, con sculture rappresentanti figure umane e animali marini. La piazza è chiusa su un solo lato, dove troviamo imponenti edifici come la sede del Ministero della Marina e l’Hôtel de Crillon, uno dei più antichi e lussuosi del mondo. Dall’obelisco si gode una bella vista sui Giardini delle Tuileries, con il Museo del Louvre sullo sfondo, mentre affacciato su Place de la Concorde ecco il Musée de l’Orangerie. L’edificio fu costruito nel 1852 per ospitare gli aranci che decoravano il giardino del Palazzo delle Tuileries. La collezione permanente del museo è costituita dalle Ninfee di Claude Monet, rivelate al pubblico in occasione dell’inaugurazione del museo nel 1927. Capolavoro supremo del padre dell’impressionismo, questo insieme monumentale è composto da otto pannelli della lunghezza totale di 91 metri, disposti in due stanze ellittiche.

Il Museo dell’Orangerie ospita anche la collezione Jean Walter e Paul Guillaume, caratterizzata da una tensione tra modernità e ritorno alla tradizione, acquisita dallo Stato nel 1959 e nel 1963. Rivela l’effervescenza artistica della fine del XIX e dell’inizio del XX , la collezione dell’Orangerie presenta dipinti dei grandi pittori della Scuola di Parigi dell’inizio del XX : Renoir, Matisse, Cézanne, Picasso, il doganiere Rousseau, Modigliani e Soutine. L’eccezionale deposito di un insieme di sculture provenienti dall’Africa e dall’Oceania, già collezione Paul Guillaume, presso il museo Quai Branly,arricchire il viaggio. Nel 2023, il museo dell’Orangerie ha visto circa 1.240.000 visitatori.

Per chi si trova a Parigi in questo periodo pre natalizio è possibile visitare la mostra “Heinz Berggruen, un commerciante e la sua collezione Picasso-Klee-Matisse-Giacometti. Capolavori dal Museo Berggruen/Neue Nationalgalerie Berlin”

La collezione del Museo Berggruen è in perfetta sintonia con la nuova programmazione scientifica del Museo dell’Orangerie dedicata agli attori del mercato dell’arte del XX secolo. Venduta allo Stato tedesco nel 2000, pochi anni prima della morte del collezionista, questa vasta collezione trova una risonanza particolare con la collezione Walter-Guillaume del Musée de l’Orangerie. 

Paul Klee (1879-1940)
Paesaggio in blu [Landschaft in Blau] 1917
Acquerello, matita, penna e inchiostro su carta innescata su cartoncino
18,3×24,5 cm Prestito della famiglia Berggruen
Foto © Bpk / Nationalgalerie, SMB, Museo Berggruen / Jens Ziehe

I cento capolavori di Picasso, Klee, Matisse e Giacometti mostrano il ruolo principale di questo attore nel mercato dell’arte parigino nella seconda metà del XX secolo

Sembra difficile parlare di un “destino chiaro” per definire la vita di Heinz Berggruen. Nato a Berlino nel 1914 da una famiglia ebrea, allo scoppio della seconda guerra mondiale andò in esilio in California. Dopo studi letterari e giornalistici in Francia, ha avuto i primi contatti con il mondo dell’arte presso il Museo d’Arte Moderna di San Francisco. Disabituato alla vita americana, Berggruen preferì tornare nel vecchio continente dopo la guerra, prima nel suo paese natale dove lavorò, come vicedirettore capo, per il servizio culturale dell’esercito americano che pubblicava una rivista di rieducazione democratica. Stanco, si immerge gradualmente nel mercato dell’arte: dopo una prima galleria in Place Dauphine, si stabilisce definitivamente in rue de l’Université dove si specializza in particolare nelle arti grafiche degli artisti moderni. Appassionato, stabilì presto contatti con l’ambiente culturale parigino e conobbe sia gli artisti da esporre che i poeti, mercanti, storici, critici e collezionisti dell’epoca. Berggruen si stabilì nella capitale e con il suo successo ne divenne il “miglior cliente”. Infatti, guidato dai suoi gusti e dalle sue affinità, ha costruito una solida collezione di opere del XX secolo attorno ai suoi due maestri preferiti: Picasso e Klee.

U.H. Mayer
Heinz Berggruen davanti alla sua galleria al 70, rue de l’Université, Parigi, 1971 © Archivio Berggruen. Foto: U.H. Mayer, Dusseldorf

Commento di Cristina Rossello: Non capita sempre di essere a Parigi e avere la possibilità di ammirare con tranquillità Place de la Concorde e far riemergere la sua storia. Come ben sappiamola la piazza subì diversi cambi di nome, diventando più volte Place de la Chartre, ancora Place Louis XV e Place Louis XVI. Ed è proprio di fronte alla piazza che troviamo i giardini delle Tuileries e  l’Orangerie che fu costruita nel 1852 come ricovero per gli aranci, che oggi ospita il museo de l’Orangerie che vanta un ricco calendario di eventi come nel caso di questa mostra dedicata ad un appassionato mercante e collezionista di arte moderna come fu Heinz Berggruen.

In copertina opera di Joaquín Pallarés Allustante (1853-1935) “Place de la concorde”

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