PROGETTO GRANDE BRERA IN TOUR: PIETRO ROSSI NEL CASTELLO DI PONTREMOLI DI FRANCESCO HAYEZ

Per la prima volta, nella Sala Sindaci del Palazzo Comunale saranno riunite le tre versioni del dipinto ‘manifesto’ del Romanticismo: Pietro Rossi nel castello di Pontremoli di Francesco Hayez (1791-1882).

Il soggetto dei tre quadri vede Pontremoli e il suo castello fare da sfondo alla vicenda storica, avvenuta il 13 giugno 1336, quando gli Scaligeri, che avevano occupato quasi tutti i domini dei Rossi di Parma, assediarono, capitanati da Simone da Correggio, Pontremoli dove risiedeva Pietro con i suoi familiari qui ritiratisi come “loro ultimo asilo”. In questo frangente, nel mese di agosto, mentre difendeva la città, Pietro Rossi ricevette una lettera del doge Francesco Dandolo con cui il Senato veneziano gli proponeva di assumere il comando dell’esercito della Repubblica di Venezia per sconfiggere gli Scaligeri, dai quali anch’essa era minacciata. Pietro, nonostante le suppliche e le lacrime della moglie, Ginetta de’ Fieschi, e delle figlie, accolse la proposta recandosi in un primo tempo a Firenze alleata di Venezia contro gli Scaligeri e poi a Venezia dove il primo ottobre ricevette il vessillo della Serenissima dalle mani del doge.

Francesco Hayez scelse di rappresentare questo fatto, in verità non particolarmente conosciuto, perché affascinato dal conflitto tra il dovere e gli affetti familiari. Il valore della storia, rivissuta anche nei suoi risvolti più privati, è uno degli aspetti più caratterizzanti dell’arte di Hayez e la rende di grande attualità.

La prima versione, una delle opere più rilevanti delle collezioni ottocentesche della Pinacoteca di Brera, venne esposta nel 1820 alla rassegna annuale dell’Accademia di Brera, riscuotendo un tale successo da essere considerata l’inizio e il manifesto del Romanticismo in pittura.

Il tema divenne così caro ad Hayez che, trent’anni dopo, nel 1850, volle riproporne una nuova prova, ora conservata nelle raccolte d’arte della Banca d’Italia.

A questi due dipinti, se ne aggiunge un terzo, un bozzetto preparatorio per una replica della seconda tela, da collocarsi nella prima metà dell’Ottocento, donato dallo stesso Hayez all’Accademia di Brera.

Fino al 2 novembre 2025, Pontremoli (MS), comune dell’Appennino tosco-emiliano, crocevia tra la Toscana, l’Emilia-Romagna e la Liguria, è teatro di questo importante evento espositivo dal grande significato storico e artistico.

La mostra inaugura il progetto della Grande Brera “in Tour”, che, come ricorda Angelo Crespi, Direttore Generale Pinacoteca di Brera, Biblioteca Braidense e Palazzo Citterio, “vuole ricongiungere le opere ai luoghi che erano i siti destinati alla loro collocazione originaria risarcendo in tal modo, seppur temporaneamente, la sottrazione effettuata durante le requisizioni napoleoniche oppure, come in questo caso, riallestendo le ambientazioni sceniche rappresentate in esse. Un modo definitivo per realizzare l’idea del museo diffuso”.

“Il legame con Francesco Hayez – dichiara Jacopo Maria Ferri, Sindaco di Pontremoli – oggi si consolida e trova il suo coronamento più concreto ed esemplare nella nostra Sala dei Sindaci, ormai trasformata in un vero e proprio spazio espositivo per eccellenza. La Pinacoteca di Brera, l’Accademia di Brera e la Banca d’Italia hanno generosamente dato in prestito tre opere di grandissimo prestigio, valore e bellezza, facendo sì che nella nostra città si possano ammirare, riunite insieme per la prima volta nello stesso luogo dove avvenne l’episodio loro ispiratore, le tre versioni dell’opera fondamentale nel percorso artistico di Hayez: Pietro Rossi nel castello di Pontremoli”.


Francesco Hayez, Pietro Rossi, signore di Parma, spogliato dei suoi domini dagli Scaligeri, signori di Verona, mentre è invitato nel castello di Pontremoli, di cui stava a difensore, ad assumere il comando dell’esercito veneto, il quale doveva muoversi contro i di lui propri nemici, viene scongiurato con lagrime dalla moglie e da due figlie a non accettare l’impresa; 1818-1820; olio su tela; 131 x 157,5 cm; Milano, Pinacoteca di Brera.

 


Francesco Hayez, Pietro Rossi di Parma che partecipa alla moglie il decreto del Senato veneto da cui è chiamato a generale delle sue forze di terra; 1850; olio su tela; 118 x 147,5 cm; Collezione Banca d’Italia.

 


Francesco Hayez, Pietro Rossi di Parma che partecipa alla moglie il decreto del Senato veneto da cui è chiamato a generale delle sue forze di terra, 1850-1855 olio su tela, 122 x 150 cm; Milano, Accademia di Belle Arti di Brera.

L’iniziativa, curata dal punto di vista scientifico da Valentina Ferrari, Paolo Lapi, Fernando Mazzocca, organizzata dal Comune di Pontremoli e dalla Pinacoteca di Brera di Milano, col patrocinio di Regione Toscana, Provincia di Massa Carrara, Museo delle Statue Stele Lunigianesi, si avvale della collaborazione dell’Accademia di Brera di Milano, della Pinacoteca di Brera, della Banca d’Italia che hanno concesso i prestiti delle opere presenti nelle loro collezioni.

Commento di Cristina Rossello: Francesco Hayez è uno dei più importanti pittori italiani del Romanticismo, e il suo stile si distingue per alcune caratteristiche molto interessanti presenti anche in queste opere che raffigurano Pietro Rossi di Parma. Figura storica molto interessante, condottiero e politico italiano del XV secolo, noto soprattutto per aver ricoperto ruoli importanti nelle città di Parma e Piacenza, e per essere stato un protagonista nelle lotte tra le varie fazioni del suo tempo. Durante la sua vita, Pietro Rossi si distinse come un uomo di grande talento militare e politico, e fu coinvolto in diverse battaglie e alleanze. Il suo ruolo più famoso è legato alle vicende della guerra tra i Visconti di Milano e i signori di Parma, dove cercò di difendere gli interessi della sua città e della sua famiglia. È anche ricordato per il suo tentativo di mantenere l’indipendenza di Parma contro le pressioni esterne.

 

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