ANTICHI MENU
byComposta da oltre 5.000 menù italiani e internazionali, questa collezione costituisce un’ importante testimonianza culturale di storia della civiltà occidentale. Il pregio che ne…
Composta da oltre 5.000 menù italiani e internazionali, questa collezione costituisce un’ importante testimonianza culturale di storia della civiltà occidentale. Il pregio che ne…
Una mostra ampia, complessa ma non complicata, imponente e stimolante. Scrigno d’arte ma anche di arti applicate: gli abiti per feste, tornei e parate, le armi, le antiche edizioni e i manoscritti, poi la musica, per citare solo alcuni dei focus.
La fattura commerciale certifica l’avvenuta compravendita di merci o l’erogazione di servizi, in cambio di un corrispettivo monetario, tra parti contraenti. Sigla e stabilisce…
Il Centro Studi e Ricerche R.F.O fondato da Cristina Rossello, ha avviato da tempo la digitalizzazione di una significativa collezione di documenti antichi denominati…
Accanto ai capolavori di Leonardo da Vinci, di Raffaello, del Bramantino, di Bernardino Luini, di Sandro Botticelli e di molti altri artisti, sarà possibile…
Il 10 luglio, Christie’s e amfAR, The Foundation for AIDS Research, presenteranno “From the Studio”, un gruppo dedicato di circa 20 opere che verranno…
Esiste una maschera carnevalesca distintiva veneziana con sfumature sinistre e significato storico per i medici perché appartiene al “Dottore della peste”. Il costume presenta…
Collezionare significa salvaguardare il patrimonio familiare, culturale e soprattutto fare filantropia.
Introdotto in Italia dalla Francia, il biglietto di visita – vincolo di consuetudine nonchè segnacolo di relazione – entrò nel costume della società d’Ancien régime a partire dalla seconda metà del Settecento. Inizialmente furono in uso le carte da giuoco, sul cui verso trovava spazio il proprio nome, ma dal biglietto manoscritto si passò assai presto alle vignette incise, delle più varie e ricche tipologie per dar lustro e spiccata evidenza alle singole personalità. L’ironia e l’eleganza con cui Giuseppe Parini nel “Vespro” sottolineava la funzione di tale emblema cartaceo portava al raffinato titolo di “tessera beata”, ai cui servigi ricorsero attrici e alti prelati, principi e principesse, ma anche sommi artisti e poeti per rappresentare degnamente il proprio posto nel mondo.
Una mostra che conferma l’importanza di saper valorizzare una collezione. Un corpus che comprende 15 incisioni sciolte e molte altre racchiuse in 11 volumi ai quali si aggiungono le 16 preziose tavole delle Carceri d’invenzione provenienti dalle collezioni dalla Fondazione Giorgio Cini di Venezia.