Fuga in Egitto: artisti neri e antico Egitto, 1876 – MET presenta quasi 200 opere d’arte che dimostrano i molti modi in cui l’antico Egitto è stato fonte di ispirazione e identità per gli artisti neri e altre figure culturali. Aperta fino al 17 febbraio 2025
Al Metropolitan Museum of Art di New York la grande mostra “Flight into Egypt: Black Artists and Ancient Egypt, 1876–Now” esamina come gli artisti neri e altre figure culturali si sono confrontati con l’antico Egitto attraverso immagini, sculture, letteratura, musica, scienza, attività accademiche, religiose, politiche e performative. L’esplorazione multisensoriale di quasi 150 anni di produzione artistica e culturale presenta quasi 200 opere d’arte in un’ampia gamma di media provenienti dalla collezione del MET e da collezioni pubbliche e private, compresi prestiti internazionali critici da Africa, Asia, Caraibi ed Europa. Le sezioni tematiche ripercorrono il modo in cui gli artisti neri e altri agenti culturali hanno utilizzato le antiche immagini egiziane per creare un’identità unificante, i contributi degli studiosi neri allo studio dell’antico Egitto e l’impegno degli artisti egiziani moderni e contemporanei con l’antico Egitto.
La mostra è resa possibile dal Gail and Parker Gilbert Fund, dal Jane and Robert Carroll Fund, dalla Ford Foundation e dalla Hobson/Lucas Family Foundation. Ulteriore supporto è fornito dalla Hayden Family Foundation, da Allison e Larry Berg, dalla Holly Peterson Foundation, dalla Andy Warhol Foundation for the Visual Arts e dal National Endowment for the Arts.
A partire dalla fine del XIX secolo, l’era dell’emancipazione, i neri americani iniziarono a guardare all’antico Egitto come prova di un’innegabilmente grande cultura africana antica per nobilitare le identità nere, essendo stati sistematicamente privati di qualsiasi conoscenza della specifica eredità africana attraverso la tratta transatlantica degli schiavi. Questa mostra illustra come gli artisti neri moderni e le figure culturali affermassero affinità con l’antico Egitto – in opposizione alla definizione prevalente dell’egittologia del XIX secolo che distingueva l’antico Egitto dall’“Africa nera” e lo caratterizzava invece come proto-europeo – dalla fine del XIX secolo. alla fioritura dell’arte visiva afrocentrica durante il Rinascimento di Harlem, al Black Arts Movement degli anni ’60 e ’70 e alle tendenze artistiche dei decenni successivi, fino ai giorni nostri.
Mentre la maggior parte delle storie di Fuga in Egitto riguardano individui di origine africana nati e attivi negli Stati Uniti, il lavoro di artisti dei Caraibi, dell’Egitto e di altri artisti di origine africana attivi negli Stati Uniti, in Europa e altrove indica la risonanza mondiale dell’antico Egitto nella diaspora africana: la dispersione globale delle persone di origine africana.
La mostra presenta artisti sia noti che emergenti, nuove opere e opere nuove nella collezione del Met, reintroducendo anche opere d’arte raramente esposte e facendo riemergere oggetti e documenti oscuri
La mostra comprende anche opere d’arte site-specific situate all’esterno del Museo che sono fondamentali per la storia della continua accoglienza dell’antico Egitto all’interno delle comunità nere. A partire dagli anni ’80, la Metropolitan Transportation Authority (MTA) di New York ha commissionato opere d’arte permanenti per il sistema di trasporto pubblico. In questa occasione, la MTA si è coordinata con The Met per mettere in evidenza tre opere ispirate all’antico Egitto nelle stazioni della metropolitana e della ferrovia Metro-Nord. Includono i cosmogrammi piramidali in bronzo di The Open Secret di Houston Conwill (commissionato nel 1984, inaugurato nel 1986) alla 125th Street (4, 5, 6), il mosaico Message from Malcolm di Maren Hassinger (1998) alla 110th Street (2, 3) e Terry Pannelli in rilievo in alluminio di Adkins intitolati Harlem Encore (1999) alla 125th Street Metro-North stazione ferroviaria.
La mostra è accompagnata da programmi educativi multidisciplinari in sede e fuori sede che esplorano l’impegno accademico, artistico e sociale contemporaneo con l’arte e la civiltà dell’antico Egitto. I programmi rivolti a un pubblico ampio (studenti, famiglie ed educatori) includeranno attivazioni in gallerie e discorsi con artisti ed esperti del Met, nonché workshop incentrati su processi e materiali artistici.
Commento di Cristina Rossello: Questa occasione espositiva è la storia moderna di come un’antica civiltà sia diventata una fonte di ispirazione per i creativi per creare un’identità unificante. Interessante l’impegno delle fondazioni coinvolte che hanno reso possibile la realizzazione della mostra e che segna una strada e un ruolo ancora più fondamentale per le “Family Foundation” sempre più vicine ai progetti culturali e alle politiche sociali.
Tutti gli artisti invitati: Terry Adkins, Ghada Amer, Ayé Aton, Jean-Michel Basquiat, John Thomas Biggers, Barbara Higgins Bond, LaKela Brown, Rashida Bumbray, René Burri, George Washington Carver, Barbara Chase-Riboud, Ed Clark, Irene Clark, Robert Colescott, Houston Conwill, Renee Cox, Shani Crowe, Jamal Cyrus, Damien Davis, Karon Davis, Noah Davis, Charles Clarence Dawson, C. Daniel Dawson, Jeff Donaldson, Aaron Douglas, Emory Douglas, Louis Draper, Dream The Combine (Jennifer Newsom and Tom Carruthers), Oasa DuVerney, The Egyptian Lover, Tremaine Emory, Awol Erizku, Fred Eversley, Derek Fordjour, Meta Vaux Warrick Fuller, Genevieve Gaignard, Ellen Gallagher, Sam Gilliam, Chet Gold, Lauren Halsey, David Hammons, Maren Hassinger, Chester Higgins, EJ Hill, Lonnie Holley, Madeleine Hunt-Ehrlich, Gregston Hurdle, Iman Issa, Steffani Jemison, Malvin Gray Johnson, Rashid Johnson, Loïs Mailou Jones, Barbara Jones-Hogu, Armia Malak Khalil, Jas Knight, Solange Knowles, Simone Leigh, Glenn Ligon, Maha Maamoun, Eric N. Mack, Julie Mehretu, Mahmoud Mokhtar, Ronald Moody, John W. Mosley, Lorraine O’Grady, Gordon Parks, Kamau Amu Patton, Robert Pruitt, Richard Pryor, Baaba Heru Ankh Ra Semahj Se Ptah, Sun Ra, Betye Saar, Mahmoud Saïd, Addison N. Scurlock, Lorna Simpson, Ming Smith, Tavares Strachan, Henry Ossawa Tanner, Henry Taylor, Mildred Thompson, Kara Walker, Laura Wheeler Waring, William T. Williams, and Fred Wilson