Natale è trascorso, le vie delle città sono ancora tutte illuminate, l’albero è decorato, i regali sono stati scartati ma è soprattutto un periodo ricco di tradizioni, di arte e di cultura
Ci inoltriamo a parlare di “Natività”, quel tema che ha ispirato molti artisti nei secoli, da Giotto, Piero della Francesca, Botticelli, Caravaggio e molti altri ancora.
Oggi ci soffermeremo su Sandro Botticelli e l’opera “Natività Mistica” datata 1501, forse l’ultimo capolavoro dell’artista. Il soggetto è la Sacra Famiglia posta al centro della rappresentazione. Sotto un semplice tetto di paglia, la Vergine Maria è inginocchiata in adorazione davanti al Cristo Bambino, disteso a terra. Questo motivo centrale della natività è circondato da un’assemblea di angeli e esseri umani in vari stati di azione e contemplazione. In primo piano, tre coppie di angeli e uomini sembrano abbracciarsi, a simboleggiare l’unione del Cielo e della Terra, un tema comune nell’arte religiosa. Queste figure sembrano anche compiere gesti di legare e sciogliere, motivo associato al potere di legare i demoni o liberare le anime dal Purgatorio, un argomento di notevole importanza durante l’epoca in cui operò Botticelli. A racchiudere l’azione principale ci sono dodici angeli, sei su ciascun lato, che portano rotoli. La loro presenza significa aspetti profetici e rivelatori profondamente radicati nell’iconografia cristiana. In basso, ai margini della composizione, si vedono tre figure che si allontanano dalla scena centrale; il loro posizionamento e le loro espressioni suggeriscono una narrazione di rifiuto o paura in contrasto con i temi centrali di accettazione e riverenza.
Nel dipinto vi troviamo tutte le tensioni spirituali di questi anni che esprimono la fede di Botticelli nel rinnovamento della chiesa

Secondo Vasari nel suo libro “Le vite degli artisti”, negli ultimi anni Botticelli divenne seguace del fanatico frate domenicano Savonarola, e il pio sentimento delle sue opere successive sembrerebbe suggerire un certo coinvolgimento negli sconvolgimenti religiosi e politici in Firenze in quel momento.
Botticelli (1445 circa) era figlio di un conciatore, nacque Alessandro di Mariano Filipepi, ma gli fu dato il soprannome di “Botticelli” (derivato dalla parola botticello che significa piccola botte di vino). Intelligente oltre la sua età, il giovane Botticelli si annoiava facilmente a scuola. Era noto per il suo spirito acuto e il suo amore per gli scherzi pratici, e si guadagnò rapidamente la reputazione di bambino irrequieto, iperattivo e impaziente. Fortunatamente il suo talento precoce venne riconosciuto e fu ritirato dalla scuola e mandato a lavorare come apprendista. Si pensa che Botticelli si sia formato inizialmente presso Maso Finiguerra, orafo, prima di entrare nello studio dell’artista Fra Filippo Lippi. Iniziò la sua carriera dipingendo affreschi per chiese e cattedrali fiorentine e lavorò con il pittore e incisore Antonio del Pollaiuolo. E così nel 1470 aprì il suo studio. Nel 1481, fu convocato dal Papa a Roma per aiutare a decorare le pareti della Cappella Sistina in Vaticano, recentemente completata. Dipinse affreschi raffiguranti scene della vita di Mosè e le tentazioni di Cristo e fu anche responsabile di numerosi ritratti papali. Ed è così che la sua reputazione crescerà interrottamente fino alla sua morte avvenuta nel 1510.
Commento di Cristina Rossello: La totalità degli elementi de “La Natività Mistica” forma una complessa allegoria di fede, profezia e salvezza, coerente con la ricca tradizione dei dipinti religiosi dell’epoca di Botticelli. La “Natività mistica” è il dipinto più ambizioso di Botticelli di questo periodo e riflette un senso di presentimento apocalittico con profonde sfumature morali e religiose utili per gli storici dell’arte per un confronto con l’estetica sofisticata di artisti come Michelangelo e Raffaello.