Un Natale e un anno, il 2025, improntato sulla speranza, quello che si sta per avviare nella Pontificia Basilica di Sant’Antonio di Padova, anch’essa chiesa giubilare
L’Anno Santo ormai alle porte – papa Francesco darà l’avvio in Vaticano con l’apertura della Porta Santa in Basilica di San Pietro nella notte del 24 dicembre – invita i credenti a diventare “Pellegrini di speranza” e i frati della Basilica hanno progettato un percorso giubilare pensato per i molti pellegrini e devoti.
Il 1° gennaio, al termine della santa messa delle ore 18.00 con il canto del “Veni Creator”, con cui tradizionalmente si invoca lo Spirito Santo sull’anno che si apre, il cammino del Giubileo al Santo verrà inaugurato dal rettore della basilica, padre Antonio Ramina, con i confratelli, percorrendo l’itinerario interno proposto ai pellegrini.
Verranno toccate le 10 tappe all’interno del complesso antoniano, da seguire nell’ordine indicato: Arca del Santo; Cappella della Madonna Mora; Cappella di san Giuseppe; Cappella delle Reliquie; Memoriale p. Placido Cortese; Cappella delle benedizioni; Penitenzieria; Croce “Voca me” in Chiostro della Magnolia, Cappella del Santissimo; e infine, per quanti avranno completato il percorso, la possibilità di ritirare in sala accoglienza del Messaggero di sant’Antonio il ricordo del proprio Pellegrinaggio di Speranza al Santo.
Tre i presepi potranno essere ammirati: Nella notte una luce rifulse di Nicolò Celegato e Antonio Pigozzi; Sacra famiglia di Stefano Tondi di Gottolengo (BS) e il Presepio artistico popolare veneto di Nicolò Celegato e fra Giambattista Scalabrin (fra Giambo).
Il primo, nella Cappella di San Francesco, rappresenta una grande scena in cui la natività è all’interno di una grotta racchiusa da un arco di accesso. Sullo sfondo il paesaggio notturno di Betlemme rischiarato dalla luna. Le statue in gesso, da 80 cm, che compongono il presepio degli inizi del ‘900, appartengono a un collezionista privato.
Nel secondo, nella Cappella di San Leopoldo d’Ungheria, la sacra famiglia è ospitata sotto il portico di una vecchia cascina della campagna bresciana. Maria e Giuseppe sono impegnati nell’attività quotidiana della vita contadina: stanno sgranando le pannocchie frutto del lavoro dei campi, insieme al Bambino Gesù.
Il terzo, nella Cappella di Santa Caterina, è un presepio tradizionale popolare ambientato in Veneto, con la riproduzione di una vecchia casa colonica con la stalla C’è chi si accorge del grande Mistero e chiama gli altri ad andare verso la stalla e c’è chi invece continua la sua vita come se niente fosse successo, preso dalle proprie preoccupazioni di ogni giorno. La scena di questo presepio si snoda nella classica vita quotidiana; la natività al centro nella vecchia stalla con gli attrezzi di un tempo, i lavori agricoli di una volta, i bambini che giocano, e chi si scalda attorno al fuoco mangiando un po’ di castagne.
I presepi saranno visitabili fino a domenica 2 febbraio 2025.
A ciascun pellegrino verrà chiesto di continuare il proprio cammino giubilare diventando “Testimone di Speranza” nella quotidianità, mettendo in atto nella propria vita, nella propria casa, nella propria comunità concreti «segni di speranza», come invita la Bolla di indizione del Giubileo (Spes non confundit, 7-15): gesti di pace, gesti di pace; apertura alla vita; sollecitudine verso le persone detenute; prossimità e sostegno a quelle ammalate; attenzione ai giovani e agli anziani; accoglienza dei migranti, degli esuli, dei profughi, dei rifugiati; sostegno generoso ai poveri.
Commento di Cristina Rossello: L’anno del Giubileo, o Anno Santo inizia la vigilia di Natale (24 dicembre) con l’apertura delle Porte Sante nella Basilica di San Pietro in Città del Vaticano, seguita da quella delle altre tre Basiliche Papali di Roma: San Giovanni in Laterano, San Paolo Fuori Mura e Santa Maria Maggiore. L’apertura delle Porte Sante in queste chiese è tipicamente scaglionata in modo che l’apertura nella quarta basilica avvenga nella vigilia dell’Epifania (5 gennaio). L’Anno Santo si conclude con la chiusura delle porte di San Pietro nell’Epifania dell’anno successivo (6 gennaio).