“In difficult times fashion is always outrageous.” – Elsa Schiaparelli
A marzo 2026, il V&A inaugurerà la prima mostra mai allestita nel Regno Unito dedicata alla Schiaparelli ripercorrendo la sua stori dagli anni ’20 fino ai giorni nostri. La mostra ripercorrerà le origini della maison, dai suoi primi, rivoluzionari capi, fino alla sua attuale incarnazione nelle mani del suo direttore creativo, Daniel Roseberry. Attraverso una nuova ricerca condotta da curatori d’arte e moda, incentrata sulla creatività, sulle collaborazioni e sui risultati della fondatrice Elsa Schiaparelli, la mostra la colloca al centro dell’innovazione, in quanto la Schiaparelli fu una figura chiave all’interno di un’importante sfera di moda, arte e performance, che si estendeva tra le città di Parigi, Londra e New York negli anni tra le due guerre mondiali. La mostra metterà in luce la storia di un’imprenditrice donna presentando i suoi celebri, ma poco noti, capi della storia della moda ma anche accessori e gioielli.
Chi era Elsa Schiaparelli, un po’ di storia
Elsa Schiaparelli (nata il 10 settembre 1890 a Roma, Italia – morta il 13 novembre 1973 a Parigi, Francia). Nonostante fosse nata in una famiglia benestante fuggì dalla sua famiglia benestante per andare negli Stati Uniti, dove trovò lavoro come traduttrice. Poi, alla fine degli anni ’20, decise di stabilirsi a Parigi, dove aprì la sua casa di moda. Nel 1935 era leader dell’alta moda e si stava rapidamente espandendo nel settore della gioielleria, dei profumi, dei cosmetici, della lingerie e dei costumi da bagno. Le sue creazioni erano note per la combinazione di eccentricità e semplicità ma anche di un’essenzialità impeccabile dai colori a volte sgargianti. Nel 1947, il nuovo colore di Schiaparelli, il “rosa shocking”, fu un vero e proprio fenomeno nel mondo della moda. Fuggì a New York durante la Seconda Guerra Mondiale e aprì una filiale nel 1949 per produrre in serie tailleur, abiti e cappotti di sua creazione. Successivamente, tornata a Parigi, continuò a gestire l’atelier che rimane aperto fino al 1954. Nello stesso anno pubblica la sua autobiografia “A shocking life” il cui titolo evoca il rosa shocking, il suo colore feticcio. Nel suo atelier hanno mosso i primi passi futuri talenti della moda, come Pierre Cardin e Hubert de Givenchy. Elsa Schiaparelli muore il 13 novembre del 1973, all’età di 83 anni.
L’esposizione di Londra comprenderà oltre 200 oggetti, tra cui abiti, accessori, gioielli, dipinti, fotografie, sculture, mobili, profumi e materiale d’archivio. La diversità di stili e soggetti celebrerà la sconfinata creatività della maison Schiaparelli.
Sarà anche l’occasione per rivedere e ammirare l’abito “Scheletro” e l’abito “Lacrime” già nella collezione del V&A, insieme a un cappello a forma di scarpa rovesciata, tutti concepiti in collaborazione con Salvador Dalí.

La mostra farà riferimento alla popolarità dei modelli di Schiaparelli per produzioni cinematografiche e teatrali. Molte attrici di Hollywood e del cinema europeo scelsero le sue creazioni non solo per lo schermo, ma anche per première e apparizioni pubbliche, rendendo il suo stile parte integrante dell’immaginario cinematografico.
Oggi, dall’iconico atelier Schiaparelli al 21 di Place Vendôme, il direttore creativo Daniel Roseberry accompagna la storica Maison nel suo prossimo capitolo, dando vita a un’opera che continua a plasmare e ispirare la cultura globale di oggi.
Commento di Cristina Rossello: Elsa Schiaparelli rivoluzionò la moda trasformandola da mestiere sartoriale a forma d’arte contemporanea, capace di dialogare con la pittura, la scultura e il design. Trattò la moda non solo come eleganza ma come espressione artistica legata specialmente al surrealismo, concetto radicale per l’epoca. Seppe anticipare con grande innovazione e con un linguaggio visionario che continua a parlare al presente con la stessa forza con cui sconvolse il suo tempo.

