ARCHITETTURA URBANA DI GIO PONTI A MILANO: TRADIZIONE E AVANGUARDIA

Gio Ponti (1891-1979), architetto, designer, artista e editore si è laureato al Politecnico di Milano nel 1921 ed è stato una figura chiave nell’architettura urbana milanese ma anche nel design e nel dibattito culturale cittadino

Ponti ha lasciato a Milano un patrimonio architettonico importante dalle abitazioni private (come la sua casa in via Randaccio), progetti razionalisti (Domus e Palazzo Ferrania), all’architettura monumentale (Torre Branca, Grattacielo Pirelli) e non meno opere liturgiche moderne (Chiesa al Fopponino).

Le case tipiche in Via De Togni – Domus Fausta, Julia e Carola (1932–1936) furono realizzate insieme a Emilio Lancia, e rappresentano i primi esempi di razionalismo a Milano. Facciate essenziali, balconi lineari e interni modulati su un unico appartamento per piano, riducendo gli spazi di servizio. Mentre la sua prima casa (1925) fu progettata come prima architettura e sua abitazione, questa palazzina rappresenta l’avvio della sua carriera e dell’elaborazione del suo stile personale.

La Torre Branca (originariamente Torre Littoria, 1933), alta 108,6 metri, fu eretta in tempo record (solo 68 giorni) nel Parco Sempione per la V Triennale. Divenuta simbolo di modernità e leggerezza, era dotata di ristorante, belvedere e lanterna girevole in cima. Inoltre, Palazzo Ferrania (1936–1942) situato in Corso Matteotti angolo Via San Pietro all’Orto, si tratta di uno stabile razionalista rivestito in marmo Musso, con tripartizione delle facciate e interni sobri e funzionali e il famoso Grattacielo Pirelli (1958), inaugurato nel dopoguerra, fu il secondo grattacielo di Milano e il più alto d’Europa all’epoca: un simbolo di rinascita e di innovazione architettonica.  Sul suo tetto, in segno di devozione e di rispetto verso il Duomo, fu posta una copia della Madonnina, secondo l’usanza milanese di non superare la sua altezza simbolica.

Il Grattacielo Pirelli (detto anche Pirellone), progettato da Gio Ponti insieme a Pier Luigi Nervi (per la struttura) e altri ingegneri del Politecnico di Milano, fu commissionato da Alberto Pirelli, dalla società Pirelli, come nuova sede amministrativa e simbolo di modernità industriale italiana.

Più precisamente. negli anni ’50 la Pirelli, guidata da Alberto Pirelli, voleva costruire una nuova sede direzionale rappresentativa a Milano, accanto agli stabilimenti storici di viale Sarca. L’incarico fu affidato a Gio Ponti, che concepì un edificio moderno, leggero e simbolo del “miracolo economico” italiano. La costruzione durò dal 1956 al 1958, diventando il grattacielo più alto d’Europa dell’epoca (127 m).

Gio Ponti ebbe successo a Milano perché in quel momento la città offriva il terreno fertile (industria, committenza, cultura moderna) e seppe dare alla città un’immagine di modernità elegante che la rappresentava in Italia e nel mondo.

Commento di Cristina Rossello: Milano, soprattutto dal primo Novecento in poi, si è affermata come simbolo di modernità grazie alla spinta industriale, alla borghesia imprenditoriale e al ruolo di “capitale del design” internazionale. Gli architetti che hanno lasciato un segno fortissimo sulla città sono diversi e tra questi Gio Ponti e che seppero trasformare Milano in simbolo di modernità coniugando tradizione e avanguardia

Foto di copertina: Giò Ponti in cima al Pirellone (1959)

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