RILEGGERE ADA BONI: IL TALISMANO DELLA FELICITÀ PER IL XXI SECOLO

Ada Boni (nata Ada Giaquinto, 1881–1973) è figura centrale nella storia della cucina italiana del XX secolo: autrice, editrice e divulgatrice, ha costruito un corpus testuale che ha modellato pratiche culinarie domestiche e la percezione sociale del “saper cucinare” nella borghesia italiana.

Si sposa con Enrico Boni e, insieme a lui, fonda e dirige la rivista Preziosa, che fungerà da culla per le sue ricette e per i materiali poi confluiti nei volumi più noti. La sua formazione è influenzata dall’ambiente familiare: un parente (Adolfo Giaquinto) che era già attivo come gastronomo e pubblicista. Visse in un’Italia durante profonde trasformazioni profonde (modernizzazione urbana, prima e dopo-guerra, cambiamenti di ruolo femminile). La sua produzione si situa nel crocevia tra manualistica domestica ed emergente editoria femminile degli anni Venti–Trenta.

La sua opera: Talismano della felicità (prima edizione consolidata tra 1925–1929 nelle varie edizioni collegate a Preziosa; edizione Colombo 1929) è un manuale enciclopedico di cucina e “economia domestica”: presenta ricette (centinaia), consigli su materie prime e conservazione, schemi di menù stagionali, tecniche pratiche e rubriche di buone pratiche per la padrona di casa.

I suoi punti di forza erano nella chiarezza delle ricette, l’attenzione logistica alla cucina domestica e ampia come diffusione editoriale spiegano l’impatto che ebbe nel tempo. Fu capace di documentare la tradizione con alcuni volumi come ad esempio La cucina romana lavorando esplicitamente per conservare ricette locali che rischiavano di scomparire.

Il suo “Il Talismano” è rimasto in stampa per decenni entrando nella cultura materiale ed è spesso evocato come “il libro di cucina della nonna o della bisnonna” nelle famiglie italiane. L’opera è stata rivalutata negli studi di storia culturale e gastronomica sia per il suo ruolo pratico sia come fonte per ricostruire pratiche alimentari del Novecento.

Alcune edizioni hanno subito aggiornamenti editoriali per adeguare ricette a nuove tecnologie o gusti, mantenendo però la struttura originaria.

Bisogna pensare a Ada Boni come una figura ibrida: giornalista-imprenditrice che ha saputo trasformare la cura domestica in sapere codificato e replicabile. Il suo valore va visto anche dal punto di vista sociologico: i suoi testi sono fonti di ricerca su consumi, genere, pratiche quotidiane e processi di standardizzazione culturale.

Quindi “in futuro” non è un progetto di Ada Boni, ma un invito: chi farà ricerca in futuro potrà leggere i suoi testi non solo come ricettari, ma come documenti storici e sociologici.

Commento di Cristina Rossello: I menù (sia quelli proposti nei libri di Ada Boni, come i “menù settimanali” o i “menù per occasioni speciali” nel Talismano) ma anche quelli presentati ai banchetti o ristoranti possono essere considerati documenti storici e sociologici a tutti gli effetti. E oggi in un contesto di “cucina globalizzata” rischiamo di perdere memoria dei nostri piatti tradizionali. Tornare a questi testi significa riappropriarsi di un patrimonio culturale e un riuso critico di un linguaggio e di un sapere che possono ancora oggi farci da guida

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.