All’inizio del regno di Luigi XIV, mentre il Louvre si apprestava a diventare la residenza ufficiale del sovrano, prima che Versailles emergesse come nuova corte, fu avviato un progetto straordinario: tra il 1668 e il 1688 furono tessuti 92 tappeti monumentali destinati ad adornare la Grande Galerie, il maestoso corridoio di 442 metri che collegava il Louvre alle Tuileries. Un’impresa artistica e tecnica senza precedenti.
Per questa sfida titanica, l’eccellenza della prestigiosa Manufacture de la Savonnerie era imprescindibile. Charles Le Brun, primo pittore del re, ideò i sontuosi motivi dei tappeti, larghi 9 metri e con un totale di quasi 4.000 m² di tessitura. I disegni furono poi affidati agli artisti della Manufacture des Gobelins sotto la supervisione dello stesso Le Brun, che realizzarono i cartoni destinati ai tessitori della Savonnerie. Ogni tappeto è un’opera d’arte unica, simbolo del prestigio e della potenza del regno.
Tuttavia, alla morte di Colbert, Luigi XIV rivolse il suo sguardo verso Versailles, e i tappeti della Grande Galerie non furono mai posizionati al Louvre. La storia intervenne: rivoluzione, vendite, distruzioni e smembramenti. Questo straordinario patrimonio si disperse e rischiò di essere dimenticato. Fortunatamente, sotto il Primo Impero e la Restaurazione, più di una trentina di pezzi furono ricomprati. Ancora nel 2024, il Mobilier National ha recuperato e acquisito un frammento importante del 50° tappeto, testimonianza della ricchezza incomparabile dell’intero insieme.
Oggi 41 dei 92 tappeti originali sono conservati nelle collezioni delle Manufacture Nazionali, di cui 33 completi. A questi si aggiungono 4 dei 13 tappeti creati per la Galerie d’Apollon. Si tratta di uno dei più straordinari insieme decorativi mai concepiti per un palazzo reale, un capolavoro tessuto tra grandezza, oblio e rinascita.
Per la prima volta, circa trenta di questi tappeti della Grande Galerie del Louvre, autentici capolavori francesi, sono esposti nella Nef del Grand Palais, rendendo questa mostra un evento unico. Mai prima d’ora questo tesoro del patrimonio nazionale, commissionato da Luigi XIV, era stato presentato in uno spazio all’altezza della sua ambizione monumentale. È dunque un’occasione storica e senza precedenti per ammirare queste opere nel loro pieno splendore e valore simbolico.
Per evocare l’atmosfera di una galleria di palazzo del XVII secolo, il Grand Palais – RMN e le Manufacture Nazionali – Sèvres & Mobilier National hanno affiancato ai tappeti della Grande Galerie i più bei arazzi del regno di Luigi XIV, L’Histoire du Roi, tessuta ai Gobelins tra il 1665 e il 1681, proprio nello stesso periodo dei tappeti. Il fatto che siano esposti quattordici pezzi, esattamente quelli del primo ciclo, dà alla mostra un carattere di coerenza storica e quasi “filologico”: non è una selezione casuale o puramente estetica, ma la ricostruzione di un nucleo originario pensato come insieme unitario. Questo permette al visitatore di percepire meglio il progetto narrativo e simbolico dell’Histoire du Roi, così come era stato concepito per celebrare Luigi XIV.
Inoltre, sapere che l’intero ciclo non era stato mostrato al completo dal 1976 sottolinea l’eccezionalità dell’evento: non si tratta di una mostra ricorrente, ma di un’occasione rara, quasi generazionale, per vedere riuniti questi capolavori. Questo conferisce all’esposizione un forte senso di “ritorno alla luce” e di recupero della memoria storica, rendendola ancora più significativa sia per gli studiosi sia per il grande pubblico.
Il più grande tappeto del mondo, la storia
Nel 1668, all’inizio del regno di Luigi XIV, quando Versailles non era ancora che un padiglione di caccia e il Louvre era la sede ufficiale della monarchia francese, il potentissimo ministro del re, Jean-Baptiste Colbert (1619-1683), commissionò alla Manufacture de la Savonnerie una serie di 92 tappeti di dimensioni straordinarie. Questi dovevano coprire l’intera Grande Galerie, che collegava il Louvre al Palais des Tuileries, oggi scomparsa. La galleria misurava 440 metri, sei volte la lunghezza della Galerie des Glaces: si trattava quindi di un’impresa audace, senza precedenti, e rappresenta un capitolo unico nella storia dell’arte.
Con questa commissione, Colbert perseguiva diversi obiettivi: l’acquisizione della padronanza dell’arte della tessitura in Francia che doveva rafforzare lo sviluppo delle manifatture nazionali e impedire l’importazione costosa di prodotti stranieri. Il ministro mirava inoltre a superare le meraviglie dell’Oriente, facendo risplendere la gloria del sovrano ben oltre i confini del regno.
Tessuti tra il 1668 e il 1688 alla Manufacture de la Savonnerie, i tappeti della Grande Galerie sembrano non essere mai stati posizionati nello spazio per cui erano stati progettati.
La presente esposizione presenta una trentina di esemplari della serie ancora conservati nella loro integrità. Mai prima d’ora, nei 350 anni trascorsi dalla loro creazione, un numero così alto di questi tappeti era stato riunito in un unico spazio.
Dal 1° all’8 febbraio 2026 – Grand Palais, Nef
Mostra coprodotta dal Grand Palais – RMN e dalle Manufacture Nazionali – Sèvres & Mobilier National

Manufacture de la Savonnerie da Charles Le Brun (1619-1690), Testa di Apollo, dettaglio del 6° tappeto della Grande Galerie del Louvre, lana e lino, 8,82 x 5,94 m. Parigi, Mobilier National, GMT 6304. © Mobilier National – Isabelle Bideau
Commento di Cristina Rossello: vedere questi tappeti messi uno accanto all’altro sotto la luce naturale della navata del Grand Palais permette di cogliere la maestria tecnica, la raffinatezza delle storie simboliche intrecciate e l’imponenza di un’idea artistica pensata per impressionare e lasciare il segno, qualcosa che nessuno, nemmeno lo stesso Luigi XIV, aveva visto all’epoca. Un’esperienza immersiva nel fasto del Grand Siècle e nel genio decorativo della corte del Re Sole.