COLLEZIONISMO: CRESCE L’INTERESSE PER I LIBRI ANTICHI E MANOSCRITTI

Nell’ultimo anno si è registrato un aumento del collezionismo che comprende, manoscritti, libri antichi ma anche documenti originali come lettere o altri documenti come pergamene, illustrazioni e composizioni musicali scritte a mano

Qui presentiamo la prima edizione eccezionalmente rara del primo libro pubblicato di Galileo che è in asta da Christie’s con una stima GBP 500,000 – GBP 700,000. La copia è registrata sul mercato da oltre un secolo; non si conoscono altre copie in mani private; si conoscono solo altre sette copie complete, tutte conservate presso istituzioni.

L’improvvisa apparizione, il 9 ottobre 1604, di quella che sarebbe poi diventata nota come Supernova di Keplero rappresentò una seria sfida alla convinzione allora prevalente dell’immutabilità dei cieli e contribuì a inaugurare una nuova era di comprensione astronomica. Osservata sistematicamente da Johannes Kepler, raggiunse una luminosità massima che superò persino quella di Giove nel cielo notturno e rimase visibile a occhio nudo per circa 18 mesi. Le osservazioni di Keplero costituirono la base della sua importante opera del 1606 De Stella Nova, una pietra miliare nella storia dell’astronomia e nello studio dell’evoluzione stellare. La sua opera fu preceduta, tuttavia, da un dialogo pubblicato nel 1605 sotto lo pseudonimo di Cecco di Ronchitti, che presenta una conversazione tra due contadini in un rustico dialetto padovano sull’apparizione della supernova del 1604. Il Dialogo in perpuosito de la stella nuova è ampiamente ritenuto la prima opera pubblicata del “padre della scienza moderna”, Galileo Galilei, i cui rivoluzionari contributi alla fisica, all’astronomia e al metodo scientifico hanno trasformato radicalmente il modo in cui l’umanità concepisce la sfera celeste.

Un arguto rimprovero ai “filosofi naturali che studiavano Aristotele ma avevano poco tempo per guardare il cielo” (Shea), la “preoccupazione principale” del Dialogo in perpuosito de la stella nuova “era quella di promuovere la misurazione come unico criterio sicuro nella ricerca scientifica” (Lewis). Era infatti inteso come una risposta diretta a un opuscolo della filosofa aristotelica Cesara Cremonini (Discorso intorno alla nuova stella), pubblicato a Padova all’inizio del 1605 sotto lo pseudonimo di Antonio Lorenzini. Cremonini interpretava la supernova come un fenomeno terrestre, credendo che “se si aggiungesse una sola stella al cielo, questo cesserebbe di ruotare” (Shea). Galileo ha una visione diversa, suggerendo che l’apparizione della nova implichi un rifiuto della credenza aristotelica nell’immutabilità del cielo – una credenza che aveva dominato per quasi due millenni ed era stata un principio fondamentale dell’astronomia prima della rivoluzione scientifica.

Il dialogo si svolge tra due personaggi contadini, Matteo e Natale, che discutono le idee di Cremonini e ne offrono una critica sistematica delle contraddizioni e delle distorsioni

Questo formato, e la natura pseudonima della pubblicazione, permisero a Galileo di confrontarsi indirettamente con le opinioni aristoteliche senza impegnarsi apertamente in controversie. L’uso di una forma dialogica in volgare gli permise di presentare le sue idee in modo accessibile e coinvolgente, rendendo complesse nozioni astronomiche accessibili a un pubblico più vasto e anticipando lo stile che avrebbe poi impiegato nel suo Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo (1632). Una seconda edizione pubblicata a Verona più tardi nel 1605 attenuò alcune critiche ad Aristotele e rimosse le pericolose allusioni copernicane alla rotazione terrestre, riflettendo il clima politico cauto che circondava le idee scientifiche dell’epoca.

Nonostante l’anonimato dell’opera, la maggior parte degli studiosi concorda sul fatto che Galileo ne fosse l’autore o il coautore insieme al suo allievo Girolamo Spinelli

Il Dialogo in perpuosito de la stella nuova fu incluso nell’Edizione Nazionale delle opere di Galileo di Antonio Favaro nel 1891 e, quando Stillman Drake tradusse l’opera in inglese nel 1976, fornì diverse argomentazioni a favore del ruolo di Galileo nella pubblicazione. Nel 2024, il professor Alessandro De Angelis dell’Università di Padova ha rafforzato la parziale attribuzione a Galileo nella sua monografia Galileo and the 1604 Supernova, mentre il suo collega di Padova, il professore associato Giulio Peruzzi, dichiara che “è oggi accertato che il testo fu scritto congiuntamente da Galileo e Girolamo Spinelli, un giovane monaco benedettino della cerchia di Galileo”.Il Dialogo in perpuosito de la stella nuova è una testimonianza dell’approccio innovativo di Galileo alla comunicazione scientifica e della sua volontà di mettere in discussione le dottrine consolidate. Segna un passo importante nella rottura di Galileo con le tradizionali visioni astronomiche e filosofiche, aprendo la strada alle sue successive, più approfondite opere sulla natura dell’universo. In effetti, come dialogo che contribuisce al dibattito sulla nuova comprensione scientifica del cosmo, mirata a una comunicazione popolare piuttosto che erudita delle idee scientifiche, porta con sé molti dei tratti distintivi delle opere successive di Galileo. 

Commento di Cristina Rossello: Il collezionismo di libri antichi è una passione che unisce l’amore per la lettura con l’interesse per la storia e l’arte. Si tratta di un’attività che può portare alla scoperta di opere di grande valore, sia economico che culturale, e che richiede conoscenza, pazienza e attenzione ai dettagli. Interessante è apprendere che la bibliofilia sta incuriosendo anche le nuove generazione come i millenials, sempre più attenti alle edizioni meglio se illustrate.

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