LA CONVENZIONE DEL 18 FEBBRAIO 1883 CONTRO GLI INFORTUNI SUL LAVORO IN ITALIA

Firma assicurazione sugli infortuni 1883

Il 18 febbraio 1883 rappresenta una data di svolta nella storia della tutela del lavoro in Italia, poiché segna la nascita del primo sistema organizzato di assicurazione contro gli infortuni sul lavoro.

In quel giorno venne firmata la convenzione per l’assicurazione volontaria contro gli infortuni tra il Ministro dell’Agricoltura, Industria e Commercio, Domenico Berti, e i rappresentanti delle dieci più importanti casse di risparmio e di credito italiane. L’iniziativa si inseriva nel più ampio quadro dell’Italia post-unitaria, impegnata in un processo di modernizzazione economica e industriale che stava modificando profondamente le condizioni di lavoro e accentuando i rischi per la salute e l’integrità fisica degli operai, soprattutto nei settori manifatturiero, minerario e delle grandi opere infrastrutturali. Fino ad allora, la tutela dei lavoratori infortunati era affidata quasi esclusivamente al diritto civile, fondato sull’accertamento della colpa del datore di lavoro, un meccanismo che nella pratica si rivelava spesso inadeguato, poiché lasciava il lavoratore privo di protezione nei casi in cui la colpa non fosse dimostrabile o l’evento fosse ricondotto a un rischio intrinseco dell’attività produttiva.

La convenzione del 1883 istituì una Cassa di assicurazione per gli infortuni degli operai sul lavoro, concepita come ente morale autonomo, dotato di una propria personalità giuridica e finalizzato al risarcimento dei danni derivanti da infortuni occorsi nello svolgimento dell’attività lavorativa nel Regno d’Italia.

La gestione amministrativa della Cassa fu affidata al Comitato esecutivo della Cassa di Risparmio di Milano, mentre gli altri istituti sottoscrittori contribuirono alla formazione del capitale assicurativo e alla stabilità finanziaria dell’ente. La struttura della Cassa rifletteva una concezione ancora sperimentale della previdenza sociale: l’assicurazione era di natura individuale e facoltativa e poteva essere sottoscritta su iniziativa del datore di lavoro o dello stesso lavoratore. Tuttavia, l’elemento di maggiore innovazione risiedeva nell’affermazione del principio del “rischio professionale”, secondo cui l’infortunio non era più considerato un evento eccezionale imputabile solo a negligenza, ma una possibile conseguenza dell’organizzazione del lavoro industriale, e come tale meritevole di una tutela preventiva e sistematica.

La convenzione trovò un riconoscimento formale con la legge 8 luglio 1883, n. 1473, che ne approvò i contenuti e ne sancì l’inserimento nell’ordinamento giuridico dello Stato.

Pur non introducendo un obbligo generalizzato di assicurazione, la legge rappresentò uno dei primi atti normativi italiani in materia di previdenza sociale e segnò un passaggio culturale di grande rilievo, poiché per la prima volta lo Stato riconosceva esplicitamente l’esigenza di una protezione specifica dei lavoratori contro gli infortuni sul lavoro. L’esperienza della Cassa conobbe negli anni successivi una progressiva espansione: già nel 1894 risultavano attive oltre 3.200 polizze, che garantivano copertura a circa 130.000 lavoratori, segno di una crescente sensibilità verso il tema della sicurezza e della tutela sociale, nonostante i limiti strutturali di un sistema basato sulla volontarietà.

Proprio tali limiti contribuirono ad alimentare un intenso dibattito politico e giuridico sulla necessità di rendere l’assicurazione obbligatoria, al fine di garantire una tutela uniforme e generalizzata. Divenne sempre più evidente che la protezione contro gli infortuni non poteva essere lasciata alla libera iniziativa dei singoli, ma doveva essere configurata come un obbligo a carico del datore di lavoro e come una responsabilità pubblica dello Stato. Questo processo di maturazione culturale e normativa condusse, nel 1898, all’introduzione dell’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e, nel corso del Novecento, alla progressiva unificazione e pubblicizzazione del sistema assicurativo, fino alla nascita dell’INAIL.

Commento di Cristina Rossello: In questa prospettiva storica, la convenzione del 18 febbraio 1883 assume un valore fondativo: essa rappresentò il primo tentativo concreto di organizzare una tutela assicurativa del lavoro a livello nazionale e pose le basi concettuali e istituzionali per lo sviluppo di uno dei pilastri fondamentali del moderno welfare italiano.

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