LA NAZIONALE DI CALCIO DANESE COLMA IL GENDER GAP TRA SQUADRA MASCHILE E FEMMINILE

La notizia ha avuto sul panorama sportivo mondiale una risonanza senza precedenti perché la nazionale di calcio danese ha stabilito, in accordo con giocatori e sindacati, un nuovo equilibrio, colmando il gender gap tra la squadra maschile e femminile.

La squadra maschile ha deciso di comune accordo con la società di rifiutare un aumento di stipendio, considerato iniquo rispetto alle colleghe. Così facendo la nazionale femminile potrà ricevere la stessa retribuzione di base in quella che si definisce come una netta presa di posizione senza precedenti nel mondo del calcio. Non è un mistero che da sempre il calcio femminile combatta affinché ci sia un trattamento salariale equo tra uomini e donne, non solo nel mondo sportivo. Il direttore del sindacato dei calciatori Spillerforeningen, Michael Sahl Hansn, ha spiegato che in passato la Federazione Danese DBU aveva tentato di garantire la parità di restituzione base, trasferendo soldi dalla squadra maschile a quella femminile. Metodo che non era stato considerato pienamente corretto. Tuttavia, l’accordo tra le parti si è concluso positivamente e prevede un aumento della copertura assicurativa per la squadra femminile e per la maschile Under 21, finanziato con il 15% della copertura assicurativa del Team maschile. Il secondo step sarà la creazione di una “clubhouse” per tutte le nazionali, uomini, donne e giovanili e un fondo per lo sviluppo pagato al 50% dalla squadra maschile e al 50% dal sindacato. Hansen si è detto soddisfatto, specie perché il gruppo maschile, composto da veterani come Andreas Christensen, Christian Eriksen, Simon Kjaer, Kasper Schmeichel Thomas Delaney e Pierre-Emile Hojbjerg, ha approvato all’unanimità il piano negoziale. Le giocatrici della squadra femminile hanno reagito in maniera positiva seppur con riserva, consapevoli che i soldi non dovrebbero arrivare e dalla squadra maschile e dal sindacato, ma della Federcalcio Danese, il massimo organo calcistico nazionale. È un primo passo straordinario che apre uno scenario fino a pochi anni fa impensabile.

In Italia c’è ancora tanto lavoro da fare, specie per quanto concerne i club.

L’Assocalciatori e la Figc hanno stabilito uno stipendio minimo di 26.000 eur lordi l’anno per le calciatrici, portadolo al livello della Serie C maschile. Oggi molte calciatrici di Serie A riescono a guadagnare di più grazie a sponsor e nuovi contratti, a seconda del livello e delle squadre in cui militano. Ma per assottigliare la forbice tra uomini e donna c’è ancora tanta strada da percorrere.

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