Sonia Delaunay (nata il 14 novembre 1885, Gradizhsk, Ucraina, Impero russo ora Ucraina — morta il 5 dicembre 1979, Parigi, Francia) è stata una pittrice, illustratrice e designer tessile russa, pioniera dell’arte astratta negli anni prima della prima guerra mondiale.
Delaunay è cresciuta a San Pietroburgo. Studiò disegno a Karlsruhe, in Germania, e nel 1905 si trasferì a Parigi, dove fu influenzata dai postimpressionisti e dai fauvisti. Sposò l’artista Robert Delaunay nel 1910, periodo in cui dipingeva nello stile noto come Orfismo, che prevedeva l’armoniosa giustapposizione di aree di colore puro.
Estese i principi orfisti alla progettazione di tessuti, decorazioni in ceramica, scenografie e altre arti applicate. L’Orfismo fu una tendenza nell’arte astratta guidata da Robert Delaunay che deriva dal cubismo e dà priorità alla luce e al colore. Il nome del movimento fu coniato nel 1912 dal poeta francese Guillaume Apollinaire.

Tra le sue opere più importanti c’erano le sue illustrazioni orfiste per una poesia di Blaise Cendrars intitolata La Prose du Transsibérien et de la petite Jehanne de France (1913); il volume risultante fu una pietra miliare nella produzione libraria moderna. Durante gli anni ’20 Delaunay disegnò tessuti e abiti e il suo uso di armonie astratte di colori ebbe una forte influenza sulla moda internazionale. Ritornò alla pittura negli anni ’30, unendosi all’associazione Abstraction-Création nel 1931. Lei e Robert Delaunay furono coinvolti in progetti di arte pubblica e collaborarono a vasti murales per l’Esposizione di Parigi del 1937. Dopo la morte del marito nel 1941, Delaunay continuò a lavorare come pittrice e designer, e visse abbastanza da vedere l’allestimento di retrospettive del suo lavoro nei principali musei dagli anni ’50 in poi. Nel 1964 divenne l’unica donna ad aver tenuto una mostra al Museo del Louvre nella sua vita.
Per vent’anni Sonia Delaunay abbandona la pittura per dedicarsi ai libri, alle arti decorative e alla moda. In questo senso, nel 1913 realizza una rilegatura dipinta per “La Prose du Transsibérien et de la petite Jehanne de France” per Blaise Cendrars (1887-1961).

Cendras era un poeta e saggista svizzero di lingua francese che creò un nuovo e potente stile poetico per esprimere una vita di azione e pericolo
Le sue poesie Pâques à New York (1912) e La Prose du Transsibérien et de la petite Jehanne de France (1913) sono diari di viaggio. La poesia, per Cendrars, era azione sigillata in parole da nuovi e audaci espedienti: impressioni simultanee in un miscuglio di immagini, sentimenti, associazioni, effetti di sorpresa, trasmessi in un ritmo incerto e sincopato. Il suo romanzo Bourlinguer (1948) glorifica la vita pericolosa. I suoi numerosi scritti, prevalentemente autobiografici, esercitarono una forte influenza sui suoi contemporanei. I critici ignorarono per lungo Cendrars. Fu lo scrittore americano d’avanguardia Henry Miller che gli vide un vero talento verso la poesia. Cendrars ricevette il suo riconoscimento nel 1961 (Grand Prix Littéraire de la Ville de Paris), anno della sua morte.

Commento di Cristina Rossello: Se Sonia Delaunay fu pioniera dell’astrazione, capace di fare dialogare i colori con l’eleganza in una sorta di ebbrezza del movimento. Brillante tuttofare e vigile imprenditrice, capace di esprimersi altrettanto bene nei dipinti che negli abiti e costumi di scena che crea. La vita e le opere del poeta Blaise Cendrars testimoniano invece un inquietante paradosso: mentre racchiudono il trauma derivante dalla sua esperienza bellica ma che illustrano anche le virtù creative. Due esperienze diverse e unite in un unico viaggio descritto nel poema, quello del giovane Blaise che viaggia a bordo della Transiberiana, un treno che attraversa tutta la Russia. Viaggiando da Mosca a Kharbin in compagnia di Jehanne, una giovane prostituta, elencando gradualmente i nomi delle stazioni e integrando elementi personali che mescolano realtà e finzione.