COLLEZIONISMO E L’INFLUENZA DEL MARCHIO SULLA CULTURA: È IL CASO DI “BARBIE”

Strano ma vero, il collezionismo è così particolare che ogni oggetto può diventare icona, è il caso delle bambole Barbie che si possono trovare in diverse collezioni in tutto il mondo

Il Museo delle Arti e del Design (MAD) di New York presenta la mostra Barbie®: A Cultural Icon, in collaborazione con Illusion Projects e Mattel, Inc., azienda leader a livello mondiale nel settore dei giocattoli e dell’intrattenimento per la famiglia e proprietaria di uno dei portafogli di marchi più iconici al mondo.

Fino al 16 marzo 2025, si potrà vedere la mostra che ripercorre i 65 anni di storia di Barbie e l’impatto globale della bambola sulla moda e sulla cultura popolare attraverso un’ampia esposizione di oltre 250 bambole vintage, modelli di moda a grandezza naturale, pubblicità e altri oggetti effimeri, esclusivi interviste video con i designer della bambola e sezioni narrative che mettono in risalto le tendenze di stile, le carriere e le identità che Barbie ha incarnato e reso popolare nel corso dei decenni. Il Museo è da tempo interessato all’impatto culturale dell’arte e del design in tutti gli ambiti, compresa la cultura pop. Più che un semplice giocattolo per la finzione e il gioco di ruolo, Barbie ha risposto e rispecchiato quasi tutti i progressi sociali significativi degli ultimi sessant’anni.

Ispirati dall’influenza del marchio sulla cultura, la mostra ripercorre l’evoluzione di Barbie da giocattolo per bambini a icona globale attraverso sei sezioni distinte

La sezione di apertura racconta la storia delle origini di Barbie e presenta tutti i 22 completi originali, mentre le aree successive considerano l’influenza dell’era spaziale; la creazione di Christie, la prima bambola nera; l’arrivo di Ken; e la creazione della Barbie Dreamhouse™.

Non mancano i modelli iconici degli anni ’70, tra cui Groovy Style, abbigliamento da spiaggia e modelli a tema discoteca, mentre le sezioni sugli anni ’80 e ’90 presentano una selezione di diverse bambole Barbie che rappresentano una gamma di etnie, tipi di corporatura e carriere. , incluso un servizio sulla prima Barbie Nera. La mostra culmina negli anni 2000, mettendo in luce la continua diversificazione dei personaggi all’interno dell’universo di Barbie e collegandoli alle tendenze, prospettive e identità della moda contemporanea.

La mostra, curata da Karan Feder e proveniente dalla collezione privata di David Porcello e Mattel, presenta anche più di 50 oggetti storici e cinque opportunità fotografiche uniche, tra cui una Barbie Mirror-Pink Corvette a grandezza naturale con cui i visitatori possono interagire. Non mancano le Barbie Signature 65th Blue Sapphire Anniversary Fashion Dolls, rendendo omaggio alla storia iconica e all’eredità di Barbie.

Commento di Cristina Rossello: Poco si conosce della creatrice di questa bambola iconica. Fu Ruth Handler a comprendere che la scelta dei giocattoli di sua figlia era limitata. Mentre suo figlio aveva dei giocattoli che gli permettevano di immaginarsi come un pompiere, un astronauta, un medico e altro ancora. Ciò ha ispirato Ruth a creare una bambola che mostrasse alle ragazze che avevano delle scelte: che potevano essere qualsiasi cosa. Il 9 marzo 1959 Barbie debutta così alla New York Toy Fair. La prima Barbie indossava un costume da bagno a righe bianche e nere e la sua caratteristica coda di cavallo. Gli acquirenti di giocattoli erano scettici perché Barbie era diversa dalle bambole per neonati e bambini piccoli che erano popolari all’epoca. Dubitavano che avrebbe avuto successo, ma Barbie prese d’assalto il mondo lasciando che le ragazze potessero immaginare il loro futuro come mai prima d’ora da quel momento in poi. Oggi “Barbie” è un marchio che si è evoluto attraverso le generazioni e non è affatto strano che oggi questa bambola sia così ambita dal collezionismo al punto anche da aver ispirato un film

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