VENEZIA: LA PITTURA FRA ORIENTE E OCCIDENTE NELL’ APPARTAMENTO DEL DOGE A PALAZZO DUCALE

In ogni dimora aristocratica veneziana, sopra il letto del padrone di casa, vi era un’icona greca che per la sua ieraticità si riteneva proteggere in modo particolarissimo le diverse generazioni

Il progetto, da un’idea dell’allora ambasciatore di Grecia in Italia Themistoklis Demiris e dell’architetto Gherardo degli Azzoni Avogadro Malvasia, di una grande mostra sull’arte veneto-cretese è nato alcuni anni fa in Grecia, trovando immediato sostegno scientifico e istituzionale a Venezia. Note avversità internazionali, economiche prima ed epidemiche poi, ne hanno ostacolato la realizzazione, anche se i contatti in merito non sono mai stati interrotti. Ora le condizioni sembrano nuovamente favorevoli al rilancio dell’iniziativa. L’intento è di dare rilievo a un fecondo periodo di particolarissima unione artistica tra la Grecia e Venezia, a sua volta partecipe del Rinascimento italiano, un tema già presente in ambito scientifico ma ancora poco familiare e quasi sconosciuto al pubblico.

La mostra rafforza ulteriormente i legami culturali tra la Grecia e l’Italia, con assoluto rilievo in ambito europeo e internazionale

Si toccano argomenti legati al mondo artistico nello Stato da Mar tra la seconda metà del Quattrocento e la seconda metà del Seicento, agli incroci delle culture figurative bizantina e veneta, all’eclettismo di autori che potevano indifferentemente produrre dipinti nei diversi modi espressivi, all’evoluzione dei temi rappresentati e all’adattamento ai gusti della committenza. L’enfasi è posta sulla scoperta del Rinascimento in Grecia, anche come evoluzione dell’arte negli ultimi anni dell’impero dei Paleologhi, non tanto sul dominio marittimo veneziano e neppure su dialettiche Creta-Grecia continentale, come sottolinea la presenza in mostra di alcuni dipinti di El Greco, proiettate in un ambito creativo europeo che trascende l’epoca di realizzazione. Molte opere di scuola veneto-cretese sono ancora in possesso di famiglie allora legate alla città di Venezia, spesso committenti originarie.

Numerosi i dipinti conservati in città dal Museo Correr e dal Museo delle Icone presso l’Istituto Ellenico di Studi Bizantini e Postbizantini, nonché in collezioni private italiane e straniere

Emanuele Tzanes: Cristo Grande Sacerdote, 1665 – 1675 ca. Venezia, Museo Correr

Risulterà di particolare interesse anche il confronto tra le differenti visioni, fra Oriente e Occidente, della realizzazione delle opere d’arte: in Occidente il pittore innalza a Dio la sua arte, in Oriente è Dio che guida la mano del pittore. La mostra, che si pensa ricca di almeno una sessantina di opere, sarà allestita a Palazzo Ducale, dando giusta rilevanza ai profondi rapporti di Venezia con Creta, Costantinopoli e la Grecia. L’evento è progettato in modo da poter essere replicato in Grecia, ad Atene o a Heraklion, come ulteriore punto di unione fra i due Paesi europei.

Commento di Cristina Rossello: significativo in questo periodo fu il pittore El Greco, di origini spagnole ma internazionale per la produzione. Le diverse opere realizzate in Italia sono completamente nello stile rinascimentale veneziano del XVI secolo e mostrano gli effetti della sua eredità bizantina. Il suo amore per la pittura veneta lo troviamo nel suo cercare di allungare la figura riscontrabile nella pittura dei veneziani Tintoretto e Paolo Veronese e nell’arte dei principali pittori manieristi. Importante anche la sua interpretazione a cavallo del contenuto ieratico trasmesso dalle due civiltà: orientale e occidentale

Luogo: 30 Aprile 2025 – 29 Settembre 2025 – Venezia, Palazzo Ducale, Appartamento del Doge

In copertina: Michele Damaskinos (attr.): Nozze di Cana (da Tintoretto), 1575 – 1580 ca. Venezia, Museo Correr

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