Da sempre parte integrante dell’abbigliamento, cappelli, borse, scarpe, guanti, bastoni, ombrelli, fazzoletti e ventagli non sono semplici oggetti d’uso quotidiano. Sono accessori che raccontano chi siamo, il nostro gusto e il nostro posto nella società.
Veri e propri “oggetti di classe”, capaci di esprimere eleganza e personalità, ma anche di segnare le differenze di classe e di stile nel corso del tempo.
Spesso associati al lusso e al potere, questi complementi di moda affascinano per la cura dei dettagli, la qualità dei materiali e la creatività con cui sono stati realizzati. La mostra accompagna i visitatori in un viaggio attraverso la loro storia, tra gli anni Trenta dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento — un periodo che coincide con il “secolo della borghesia”, epoca di grandi trasformazioni nei gusti e nelle abitudini.
Nel tempo, infatti, alcuni accessori hanno perso il loro ruolo centrale: il cappello, un tempo simbolo di eleganza, oggi è diventato un dettaglio ricercato ma non più indispensabile; il ventaglio, diffusissimo nel passato e amato alla corte di Luigi XIV, è tornato recentemente di moda come accessorio estivo pratico e sostenibile. Altri oggetti, invece, come scarpe e borse, sono diventati veri protagonisti solo nel corso del Novecento.

Il percorso espositivo intreccia opere d’arte e oggetti reali: ritratti, scene di vita quotidiana, manifesti pubblicitari e riviste di moda dialogano con accessori autentici, testimoni del gusto e della società del loro tempo. Non si tratta solo di semplici manufatti, ma di creazioni che racchiudono storie di artigiani, artisti e di chi li ha indossati con orgoglio.
Tra i più di duecento pezzi esposti si trovano sessanta dipinti e sculture provenienti da collezioni pubbliche e private, firmati da grandi nomi come Giacomo Balla, Giovanni Boldini, Telemaco Signorini, Mosè Bianchi, Vittorio Matteo Corcos e Luigi Rossi.

Una sezione speciale è dedicata alla tradizione della Val Onsernone, famosa per la produzione di cappelli, borse e cestini di paglia, esportati fino in Germania e in Francia. Grazie alla collaborazione con il Centro di dialettologia e di etnografia dello Stato e con il Museo Onsernonese di Loco, fotografie, strumenti di lavoro e documenti d’epoca restituiscono la vivace atmosfera dei laboratori artigianali e dei negozi di moda attivi in Ticino tra Ottocento e Novecento.

La mostra si conclude con la figura della stilista luganese Elsa Barberis, che dagli anni Quaranta inaugura una nuova stagione della moda. Le sue linee moderne e pulite segnano il passaggio a un modo diverso di concepire gli accessori: non più solo ornamento, ma espressione autentica di sé.
Commento di Cristina Rossello: la storia di un secolo di eleganza e trasformazione attraverso gli accessori che hanno fatto la storia della moda: cappelli, borse, ventagli, guanti e scarpe diventano protagonisti di un viaggio tra arte, costume e società. Tra dipinti, oggetti originali e storie di maestri artigiani, il percorso svela come anche i dettagli più piccoli possano riflettere i grandi cambiamenti del gusto e dello stile di vita. Un racconto affascinante che unisce creatività, tradizione e modernità.
ACCESSORI DI CLASSE. Complementi di moda tra uso quotidiano e identità sociale 1830-1930 (dal 19 ottobre 2025 al 22 Febbraio 2026 – Rancate / Mendrisio, Pinacoteca cantonale Giovanni Züst)
Immagine di copertina:Ventaglio pieghevole, 1890-1915, tartaruga e piume di struzzo, Collezione privata © Foto Studiopagi