ACIREALE: AQUILA DEI ROMANI DOVE SOPRAVVIVE IL MITO DI GALATEA DEA DEI MARI CALMI

Oggi nel continuare il progetto di viaggio in Sicilia visiteremo Acireale, città e sede episcopale, Sicilia orientale, Italia, sulle terrazze sopra il Mar Ionio, ai piedi dell’Etna, a nord-est di Catania.

Conosciuta come Aquilia dai Romani, la città venne chiamata Reale da Filippo IV di Spagna nel 1642. La prima parte del suo nome deriva dall’antico fiume Aci, che, secondo la leggenda, scaturì alla morte del pastore Aci, amato dalla Nereide Galatea. Gran parte della città attuale fu costruita dopo il terremoto del 1693. Tra i monumenti degni di nota figurano la cattedrale (1597–1618), con una facciata moderna; la chiesa barocca di San Sebastiano; il municipio (1659) contenente una biblioteca, un museo e una pinacoteca, un osservatorio; una stazione sperimentale sulla frutta; e le sorgenti sulfuree dette Santa Venera.

Galatea era una delle cinquanta Nereidi e la dea dei mari calmi

Galatea, nella mitologia greca, una nereide amata dal ciclope Polifemo. Galatea, tuttavia, amava il giovane Aci. Galatea è anche il nome, in alcune versioni della storia di Pigmalione, della statua che Pigmalione crea e di cui poi si innamora. Frequentò le coste della Sicilia e lì attirò l’attenzione del Ciclope Polifemo. Il gigante la corteggiò con melodie provenienti dalle sue cornamuse rustiche e con offerte di latte e formaggio. Ma la ninfa respinse le sue avances e si unì invece a un bel giovane siciliano di nome Akis (Aci). Polifemo fu preso da una rabbia gelosa e schiacciò il ragazzo sotto una roccia. Galateia fu addolorata e trasformò Akis in un ruscello. Secondo alcuni Galateia era la madre di Polifemo di Galato, omonimo re di Galazia in Anatolia. Galateia era raffigurata nell’arte antica come una bella donna che cavalcava sulla sella di un mostro marino o di un dio dalla coda di pesce.

Il suo nome significa “dea dei mari calmi” da galênê e theia o “bianco latte” da galaktos.

Aci era figlio di Ninfa Symaethis e Fauno [Pan] era suo padre, una grande gioia per entrambi i suoi genitori, e una gioia più grande per me; per me, e per me soltanto, amava. Aveva sedici anni, la peluria sulla guancia, appena la barba, ed era bellissimo. Lui era il mio amore, ma io ero l’amore di Ciclope, che mi corteggiava incessantemente e, se mi chiedi se il mio odio per lui o il mio amore per Aci fosse più forte nel mio cuore, non saprei dirlo; perché entrambi erano uguali. Ovidio, Metamorfosi 13. 728 ss. (trad. Melville) (epica romana dal I secolo a.C. al I secolo d.C.)

Commento di Cristina Rossello: Il fascino di questa storia ci riporta all’Omero, Iliade 18. 37 ss. (trad. Lattimore) (epica greca sec. VIII a.C.), dove riportava: Le dee si radunarono intorno a lei [Teti], tutte quelle che lungo le profondità del mare erano figlie di Nereo. Perché Glauke (Glauce) era lì… e Doris e Panope e la gloriosa Galateia (Galatea)”. Non di meno affascinante la città di Acireale, nota stazione termale fin dall’epoca romana che ancora oggi attira un turismo culturale degno di nota.

Il dipinto in copertina: Pittura murale: Polifemo e Galatea in un paesaggio, dalla villa imperiale di Boscotrecase ora custodito al Metropolitan Museum di New York

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