I VESPRI SICILIANI: STORIA DI PATRIOTTISMO, ORGOGLIO E CORAGGIO

Vespri Siciliani, (1282) la strage dei francesi con cui i siciliani iniziarono la rivolta contro Carlo I, re angioino di Napoli e di Sicilia; fece precipitare una lotta franco-aragonese per il possesso di quel regno.

Il suo nome deriva da un tumulto avvenuto in una chiesa fuori Palermo all’ora dei vespri del lunedì di Pasqua, il 30 marzo 1282.

Pietro III d’Aragona, rivale di Carlo per il trono napoletano, cospirò per sollevare contro di lui una ribellione in Sicilia. La rivolta scoppiò prematuramente quando i siciliani, irritati dal regime oppressivo di Carlo, uccisero alcuni soldati francesi insultanti durante i vespri nella chiesa di Santo Spirito. I palermitani seguirono l’esempio e massacrarono 2.000 abitanti francesi della città nella notte tra il 30 e il 31 marzo. Tutta la Sicilia si ribellò presto e chiese aiuto agli Aragonesi, che sbarcarono a Trapani il 30 agosto. Ne seguì la Guerra dei Vespri Siciliani. Gli Angioini furono sostenuti dal papato, dai Guelfi italiani e da Filippo III di Francia, mentre gli Aragonesi furono aiutati dai Ghibellini italiani. Il figlio di Pietro III salì al trono d’Aragona come Giacomo II e fece pace con il papato, la Francia e gli Angioini (ai quali rinunciò alla Sicilia), con il Trattato di Anagni (giugno 1295). Ma i Siciliani scelsero come loro re il fratello di Giacomo, Federico III, che finalmente si assicurò il regno con la pace di Caltabellotta (31 agosto 1302), dando inizio ad un lungo periodo di egemonia spagnola sull’isola.

Commento di Cristina Rossello: Non si trattò di una semplice rivolta contro le ingiustizie, ma di una vera e propria rivoluzione, perché dietro la voglia di riscatto si espresse anche un’idea del tutto nuova (e straordinaria) per questa terra che aveva conosciuto una dominazione dopo l’altra. La Communitas Siciliae rappresentava l’idea: poter realizzare uno stato Siciliano autonomo su basi repubblicane. Ma – come sempre accade ai moti che nascono con l’occasione di un evento che li fa esplodere violentemente e repentinamente – si trattò di un sogno che durò poco e che sfogò il suo impero nella violenza e nello spargimento di sangue. La cultura e la storia tuttavia ne salvarono alcuni aspetti epici e di tradizione ripresi dalla letteratura, dalla musica e dall’arte in generale.

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