Proprio in occasione di celebrare i giochi olimpici 2024 di Parigi, la mostra MATCH: Design & Sport al Musée du Luxembourg – una storia rivolta al futuro (aperta fino all’ 11 agosto), è immaginata come un trampolino di lancio per la riflessione sul futuro dello sport e sottolinea il ruolo essenziale che il design svolgerà nel dargli forma.
Il concept curatoriale della mostra mira quindi a dare una visione più ampia delle correlazioni tra queste due discipline. Piuttosto che cercare di imporsi come uno studio storico esaustivo, persegue un approccio più narrativo, che traccia paralleli tra argomenti apparentemente distanti, senza differenziarli l’uno dall’altro.
L’allestimento si ispira al mondo dello sport per creare un’esperienza dinamica e coinvolgente.
Il ruolo del design nel contesto sportivo va ben oltre la forma, l’aspetto e la sensazione di una scarpa da corsa o di una racchetta. I giochi, fisici o digitali, sono progettati sulla base di norme e regolamenti; ad esempio, il peso di una palla o la reattività di una tastiera sono progettati per definire la velocità dello stesso gioco. Gli atleti costruiscono e scolpiscono il proprio corpo. La tecnologia, dal canto suo, è progettata per migliorare e ottimizzare le prestazioni umane e per compensare eventuali debolezze. Anche l’esperienza dello spettatore è attentamente studiata, dal posizionamento delle telecamere e delle riprese filmate dai droni alle piattaforme di trasmissione online, compresa la configurazione e le sensazioni fornite da uno stadio.
Aprendosi con una rappresentazione classica dell’atleta (il Discobolo) e la nozione di supereroe o superatleta, la mostra copre un ricco insieme di argomenti che illustrano il rapporto sinergico tra sport e design.
Senza formulare alcuna opinione o interpretazione specifica, la questione del futuro dello sport rimane aperta, sulla base del principio che la robotica, la tecnologia e la digitalizzazione generale dello sport continueranno a svilupparsi di pari passo con il progresso della raccolta e dell’analisi dei dati. Nel suo insieme, l’esperienza immersiva unisce il passato con il presente e un ipotetico futuro, per creare un’esposizione che sprigiona un’energia palpabile e rievoca le emozioni vissute nel mondo dello sport.
Commento di Cristina Rossello: Questa visione globale tra sport e design è al centro dell’esposizione con creazioni come le attrezzature sportive ed altri oggetti tecnologici che hanno contribuito all’evoluzione dello sport e delle sue pratiche. La lettura curatoriale ci fa capire che non è solo arte o design ma che la pratica dello sport è anche un diritto umano.

Immagine di copertina: Pierrre Coubertin – Original sketch Olympic Pictograms, 1913, graphite et gouache sur carte, 21 x 27,5 cm © collection privée