STORIE DI FABBRICHE E STORIE DI FAMIGLIE. 400 OPERE DONATE AL MUSEO DEL VETRO DI MURANO

Una mostra, da poco inaugurata e aperta fino al 30 giugno 2025, nata per celebrare l’esperienza e la storia di una creatività illuminata, per ricordare due signori del vetro, Carlo e Giovanni Moretti, e la loro avventura imprenditoriale che ha lasciato un segno indelebile e immediatamente riconoscibile fino ai giorni nostri

Curata da Chiara Squarcina, Mauro Stocco e Marta Moretti, la mostra consente per la prima volta al pubblico di ammirare gran parte dell’importante e notevole donazione di oltre 400 opere da parte della ditta Carlo Moretti, pervenuta al Museo del Vetro nel 2020 e che fornisce un panorama ricco, preciso ed esaustivo delle vicende storiche dell’azienda creata da Carlo e Giovanni Moretti nel 1958 e dell’evoluzione della sua produzione di successo, fino a 2013, anno in cui l’azienda passa di mano. L’avventura inizia, come da tradizione, con la realizzazione di vetri trasparenti e vetri colorati, caratterizzati dalla costante ricerca di linee pulite ed essenziali, unite all’innovazione tecnica e alla messa a punto degli strumenti di lavoro. Da subito è apparsa chiara la loro voglia di lasciare un segno che potesse dire qualcosa al mondo di oggi, andando oltre i confini dell’isola e di Murano e cercando uno sguardo internazionale. Le loro erano due personalità diverse ma perfettamente complementari: Carlo con il suo gusto raffinato e colto, con il suo procedere per sottrazione fino a raggiungere un’essenzialità formale che divenne presto la sua firma, la cifra stilistica con cui è ancora conosciuto nel mondo; Giovanni, invece, sensibile alle tendenze del mercato e intuitivo anticipatore di gusti e bisogni, capace di creare la narrazione che meglio accompagnava i propri prodotti, contagiando interlocutori e clienti con il suo entusiasmo.

Oggi come allora, nelle loro creazioni emerge l’anima di Venezia, quella straordinaria capacità di Venezia di essere liquida e solida, trasparente e opaca, di essere una cultura e una società che preserva se stessa e, allo stesso tempo, si lascia essere fecondato da nuovi input provenienti da oltre le sue coste. Fluido come il moto alternato delle maree, come il soffio con cui si soffia il vetro.

All’inizio degli anni ’60 Carlo Moretti mise in produzione la prima serie di bicchieri bicolori (lattiginoso all’interno e colorato all’esterno) e successivamente la fortunata serie Satinati, realizzata per il grande magazzino Bloomingdale’s di New York. Inizia così il processo di affermazione dell’azienda sui mercati esteri. La cifra stilistica di Carlo Moretti è l’adozione di forme semplici ed essenziali e di linee essenziali per calici e tazze, composte per lo più da geometrie basate su cilindri e sfere. Gli anni ’70 rappresentarono per Carlo Moretti il ​​periodo di maggiore innovazione, che si manifestò anche nella ricerca tecnica volta a migliorare la qualità delle materie prime e nella volontà di affermare un preciso linguaggio espressivo. Questi anni vedono la rinascita in azienda del tradizionale cristallo di Murano, che diventa per Carlo un vero e proprio marchio di fabbrica.

Moretti, si identifica nell’eleganza e nella leggerezza dei suoi prodotti. Sono nati design straordinari, come il bicchiere Ottagonale del 1974 e l’Ovale del 1976. Una svolta nel repertorio formale avviene nel corso degli anni Ottanta con i vetri che meglio identificano la produzione dell’azienda e la sua cifra stilistica: oggetti in cristallo sobri e di grande raffinatezza, spesso rifiniti mediante sola molatura, come la serie Millemolature e Bande molate del 1984. In mostra anche la celebre serie Calici da collezione, lanciata per il Natale del 1990, nata da un’idea di Giovanni Moretti. Rinnovati ogni anno nel colore, nella forma e nel decoro, i Calici furono un immediato successo commerciale. Per quanto riguarda le creazioni più strettamente artistiche, risale agli anni ’90 anche il progetto Monolite. Si trattava di pesanti sculture in vetro ispirate al paesaggio urbano notturno di Manhattan. Sono stati creati utilizzando una speciale tecnica di fusione in fornace. Gran parte della produzione degli anni 2000 era caratterizzata dall’utilizzo della pasta di vetro, con ogni oggetto firmato a mano utilizzando la punta di diamante, per renderlo inconfondibile e unico.

Commento di Cristina Rossello: La storia di un attento lavoro di due uomini e imprenditori, Carlo e Giovanni Moretti, che hanno saputo plasmare nel vetro la loro passione artistica con la storia di Venezia.
Altrettanto importante il significato di questo evento: “STORIE DI FABBRICHE. STORIE DI FAMIGLIE Donazione Carlo e Giovanni Moretti 1958-2013″: la scelta ci fa comprendere l’ulteriore importanza di un patrimonio culturale e artistico personale. E di come possa essere offerto al pubblico per valorizzarlo e farlo conoscere nel tempo e nel mondo.

In foto Giovanni Moretti con sullo sfondo lo showroom progettato da Gaetano Pesce. Foto di Michela Scibilia

 

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