CUCINA ITALIANA, PRIMO VIA LIBERA DELL’UNESCO: ARRIVA LA VALUTAZIONE TECNICA POSITIVA

Come riportato in una nota stampa da parte del Ministero delle Cultura italiano, l’Agenzia delle Nazioni Unite per la Cultura ha espresso un parere tecnico positivo, come riportato dagli organismi consultivi; la decisione politica finale è attesa per dicembre a New Delhi

La candidatura della Cucina Italiana alla Lista rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale dell’UNESCO rappresenta un passaggio significativo nel riconoscimento internazionale del patrimonio gastronomico nazionale. Gli organismi consultivi dell’UNESCO hanno espresso una valutazione tecnica positiva, attestando la solidità scientifica e culturale del dossier presentato dall’Italia.

Il documento, intitolato “La Cucina Italiana, tra sostenibilità e diversità bioculturale”, costituisce il risultato di un articolato lavoro di ricerca e documentazione condotto dall’Ufficio UNESCO del Ministero della Cultura. Tale processo ha integrato analisi storiche, etnografiche e antropologiche, evidenziando la complessità e la profondità della tradizione culinaria italiana.

La candidatura non si concentra su un singolo piatto o preparazione, ma propone la cucina italiana come sistema culturale complesso, caratterizzato da pratiche condivise, rituali quotidiani, tecniche tradizionali e una relazione profondamente radicata con i territori e le stagioni. Questo modello include la selezione consapevole delle materie prime, la convivialità del pasto come spazio di socializzazione e la trasmissione intergenerazionale dei saperi gastronomici. La cucina italiana si configura quindi come un patrimonio vivente, radicato nelle comunità locali e nelle famiglie, ma al tempo stesso diffuso nelle comunità italiane all’estero, che ne perpetuano l’identità.

Come sottolineato dal Sottosegretario del Ministero della Cultura con delega all’UNESCO, Gianmarco Mazzi, la cucina italiana rappresenta una “storia collettiva”, un patrimonio condiviso che esprime la memoria, le relazioni sociali e l’identità culturale delle comunità.

Un elemento centrale della candidatura è la relazione tra pratiche culinarie e sostenibilità. La cucina italiana promuove la tutela della biodiversità, la valorizzazione delle produzioni locali, il riuso delle eccedenze alimentari e un rapporto equilibrato tra uomo e ambiente. Essa riflette dunque un modello alimentare fondato sulla responsabilità ecologica, coerente con gli obiettivi globali di salvaguardia del patrimonio culturale immateriale.

A differenza di altre iscrizioni gastronomiche già approvate dal Comitato UNESCO, la proposta italiana non si focalizza su un rito circoscritto o su un prodotto emblematico, ma celebra un’intera tradizione culinaria quotidiana, definita spesso come la “cucina degli affetti”, in quanto capace di esprimere valori di cura, condivisione e continuità culturale.

Superata la fase della valutazione tecnica, il dossier sarà ora sottoposto all’esame del Comitato intergovernativo per la salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale, che delibererà l’iscrizione durante la sessione prevista a New Delhi dall’8 al 13 dicembre. In questa sede, gli esperti internazionali valuteranno la rilevanza culturale della proposta, la sua sostenibilità e la capacità di garantire la trasmissione del patrimonio alle generazioni future.

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