DAI NIOBIDI AI BRONZI CAPITOLINI: L’ARTE GRECA TORNA SPLENDERE A ROMA

In esposizione ai Musei Capitolini più di 150 capolavori originali greci, sculture, rilievi, ceramiche e bronzi, alcuni mai esposti prima, altri tornati a Roma dopo secoli di dispersione.

L’evento offre un’occasione unica di ammirare in un unico spazio museale opere di eccezionale qualità, restituendo la magnificenza dell’arte greca e la purezza dei suoi materiali. L’accostamento delle opere consente di ricostruirne la storia dei significati: oggetti nati come votivi o funerari diventano simboli politici, entrano nelle domus aristocratiche per rappresentare cultura, prestigio e potere. Ogni opera, nel suo passaggio dalla Grecia a Roma, ha avuto più vite e funzioni, contribuendo a plasmare il linguaggio artistico romano.

La mostra si sviluppa secondo tre tappe fondamentali: le prime importazioni greche, il periodo delle conquiste mediterranee e l’età del collezionismo. A queste fasi corrispondono i diversi contesti d’uso delle opere, spazi pubblici, santuari e residenze private, con particolare attenzione a quest’ultima, quando si sviluppa l’arte neoattica. In questo periodo, manufatti e oggetti d’arredo realizzati su commissione dell’élite romana diventano strumenti di auto-rappresentazione e simboli di status, espressione tangibile del potere e della cultura della città.

Tra i numerosi capolavori esposti, spiccano i grandi bronzi capitolini, eccezionalmente riuniti per l’occasione, insieme a monumenti chiave come la stele dell’Abbazia di Grottaferrata e le celebri sculture dei Niobidi dagli Horti Sallustiani, un tempo disperse tra Roma e Copenaghen. Di particolare valore simbolico è il ritorno a Roma di una scultura acroteriale femminile della collezione Al Thani di Parigi, originariamente presente in città nel Seicento.

Tra le novità assolute, la mostra presenta reperti inediti, come le ceramiche attiche emerse da recenti scavi archeologici presso il Colosseo.

L’allestimento di La Grecia a Roma colpisce non solo per la magnificenza delle opere esposte, ma anche per la forza narrativa del percorso. Grazie a contenuti multimediali e ricostruzioni immersive di architetture, contesti cerimoniali e apparati decorativi, i visitatori possono vivere un’esperienza coinvolgente che collega il presente al contesto originale delle opere, avvicinandoli alle più recenti interpretazioni scientifiche e alle moderne tecniche di studio e restauro.

Le opere provengono da un ampio ventaglio di istituzioni italiane, tra cui il Sistema Musei di Roma Capitale, Musei Capitolini, Antiquarium, Centrale Montemartini, Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco, Museo della Civiltà Romana, Museo dell’Ara Pacis, Teatro di Marcello, Area Sacra di Largo Argentina, Museo dei Fori Imperiali e importanti musei nazionali come il Museo Nazionale Romano, le Gallerie degli Uffizi di Firenze e il Museo Archeologico di Napoli. La rassegna include anche prestiti internazionali di grande rilievo, provenienti da istituzioni come la Ny Carlsberg Glyptotek di Copenaghen, il Museum of Fine Arts di Boston, i Musei Vaticani, il Metropolitan Museum of Art di New York, il British Museum di Londra e il Museum of Fine Arts di Budapest. Completano il percorso opere di collezioni private, in particolare la Fondazione Sorgente Group di Roma e la Collezione Al Thani di Parigi.

Commento di Cristina Rossello: la condivisione tra musei è fondamentale per valorizzare il patrimonio storico e culturale: prestiti e collaborazioni permettono di ricomporre capolavori, offrire percorsi più completi e raccontare storie che altrimenti resterebbero frammentarie. Grazie a questa cooperazione, le opere non solo tornano a dialogare tra loro, ma arrivano a un pubblico più ampio, trasformando il patrimonio in un’esperienza viva e accessibile, capace di educare, emozionare e ispirare nuove generazioni.

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