HERITAGE FANTASMÉ: REINTERPRETAZIONI DELLA MODA DEL XVIII SECOLO AL PALAIS GALLIERA

Il Palais Galliera di Parigi ospita la mostra “Fashion in the 18th Century: A Fantasized Legacy”, – 14 marzo al 12 luglio 2026 – dedicata all’evoluzione della moda femminile nel XVIII secolo e alle sue continue reinterpretazioni fino ai giorni nostri.

Spesso considerato un periodo lontano e quasi polveroso, il Settecento rappresenta in realtà una fase fondamentale nella trasformazione dell’immagine femminile, che ancora oggi influenza la moda e la cultura popolare. Questo secolo si distingue per una straordinaria energia creativa: silhouette variegate, tessuti preziosi, accessori elaborati e acconciature spettacolari. Segna inoltre la fine di un modello di abbigliamento ereditato dai secoli precedenti, aprendo la strada a una nuova concezione del corpo e dell’estetica.

A partire dal Secondo Impero, la moda femminile ha attinto ampiamente all’estetica illuminista, vista come simbolo di eleganza e come un “paradiso perduto” capace di evocare una forte nostalgia in un periodo di profondi cambiamenti politici e sociali.

Dopo la Seconda guerra mondiale, l’alta moda francese, nel tentativo di affermarsi a livello internazionale, tornò a ispirarsi alle tecniche e al savoir-faire sviluppati nel XVIII secolo dall’industria del lusso. La diffusione massiccia di immagini attraverso stampa, cinema e intrattenimento trasformò questo patrimonio in un codice visivo immediatamente riconoscibile e adottato dalla cultura popolare.

Con il tempo, la moda settecentesca ha smesso di essere solo un riferimento storico per diventare una vera e propria estetica autonoma. La mostra riflette su come moda e memoria collettiva reinterpretino e reinventino il passato, dando vita a una narrazione ancora oggi viva, simbolica e culturale. Costantemente idealizzato, il Settecento continua a risuonare con le aspirazioni di ogni epoca, arrivando oggi a dialogare anche con linguaggi come il kitsch, il camp e il queer.

L’esposizione riunisce oltre settanta silhouette, accompagnate da accessori, tessuti, opere grafiche e fotografie, e presenta capolavori come il corsetto della regina Marie Antoinette, un pezzo estremamente fragile esposto eccezionalmente al pubblico per la durata della mostra.

Utica Queen – Ethan Mundt, 2021 © Eric Magnussen

Si possono inoltre confrontare le silhouette del XVIII secolo con quelle delle epoche successive, grazie a una selezione di creazioni iconiche provenienti da case di moda come Chanel, Christian Dior, Louis Vuitton, Christian Lacroix, Vivienne Westwood e Dries van Noten.

Attraverso tre secoli di creazione, il Palais Galliera esplora quindi quanto la moda del XVIII secolo sia stata reinterpretata, oscillando tra eredità storica, fantasia estetica e libertà creativa.

Commento di Cristina Rossello: il fatto che oggi questo immaginario sfiori linguaggi come il kitsch, il camp e il queer mostra quanto la moda sia uno spazio libero e dinamico, capace di trasformare anche il passato in qualcosa di attuale, ironico e provocatorio. In questo senso, la mostra non parla solo di abiti, ma del modo in cui costruiamo e reinventiamo continuamente il significato della bellezza.

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