Alla vigilia della sua esecuzione nel 1587, Maria, regina di Scozia, scrisse con il codice Letterlocking quella che si ritiene sia la sua ultima lettera
Maria Stuarda, regina di Scozia (1542–1587), ha lasciato un vasto corpus di lettere conservato in vari archivi. Ma risulta che delle altre lettere di Maria Stuarda mancano da quelle raccolte, come lettere citate in altre fonti ma non trovate altrove. Sono state trovate più di 55 lettere completamente cifrate nella Bibliothèque nationale de France, che, dopo aver decifrato il codice e decifrato le lettere, si sono rivelate inaspettatamente lettere di Mary Stuart, indirizzate principalmente a Michel de Castelnau Mauvissière, l’ambasciatore francese a Inghilterra. Scritte tra il 1578 e il 1584, queste lettere appena decifrate fanno molto probabilmente parte della suddetta corrispondenza segreta considerata andata perduta, e costituiscono un voluminoso corpo di nuovo materiale primario su Maria Stuarda – circa 50.000 parole in totale, gettando nuova luce su alcuni dei suoi anni di prigionia in Inghilterra.
Maria, regina di Scozia, salì al trono di Scozia all’età di sei giorni dopo la morte prematura di suo padre Giacomo
Raggiunse la francia nel 1548 e nel 1558 sposò Francesco I, che salì al trono di Francia nel 1559 ma morì l’anno successivo. Maria tornò in Scozia nel 1569 essendo ancora regina vedova di Francia, tenne ancora diverse proprietà in Francia. Carlo IX ed Enrico III, che si succedettero uno dopo l’altro al trono di Francia, e Francesco, duca d’Alençon (e, più tardi, duca d’Angiò), corteggiatore di Elisabetta, erano suoi cognati, mentre Caterina de’ Medici era sua suocera.

Sposò Henry Stuart, Lord Darnley nel 1565, ma quando diede alla luce un figlio, il futuro Giacomo VI, nel 1566, rimase delusa da Darnley. Mentre il suo terzo matrimonio con il conte di Bothwell, troppo presto dopo la straordinaria morte di Darnley, alienò il popolo scozzese perché Bothwell era sospettato da molti di essere coinvolto nel suo omicidio. I nobili protestanti si rivoltarono contro Maria e la imprigionarono a Lochleven, un castello su un’isola in mezzo a un lago, dove fu costretta ad abdicare in favore del figlio neonato nel 1567. Nel 1568, Mary fuggì in da Lochleven cercando protezione in Inghilterra dalla regina Elisabetta.

Allora Maria pensava che Elisabetta l’avrebbe aiutata a riconquistare il trono invece si sbagliò. Elisabetta e il suo consiglio consideravano Maria una minaccia e per questo trascorse i restanti diciannove anni della sua vita prigioniera in Inghilterra. Per la maggior parte di questo periodo, Maria fu sotto la custodia del conte di Shrewsbury, e visse nelle sue proprietà come il castello di Tutbury, il castello di Sheffield, il maniero di Sheffield, il maniero di Wingfield e la casa di Chatsworth. Ma è nel 1585 che scopre di un complotto in cui suo figlio si alleò con l’Inghilterra con la prospettiva di succedere al trono d’Inghilterra dopo Elisabetta. Da quel momento le sue comunicazioni, nel timore di essere nuovamente tradita, vennero scritte in formule cifrate. E proprio a causa di un poscritto contraffatto, Maria avrebbe espresso il suo desiderio di “conoscere i nomi e le qualità dei sei gentiluomini, che devono portare a termine il disegno”. I cospiratori furono arrestati e resero piena confessione e Maria fu processata e fu dichiarata colpevole nonostante avesse dichiarato la sua innocenza. È interessante notare che il poscritto contraffatto non è stato utilizzato contro di lei. A poche ore dalla sua decapitazione, Maria si sedette e scrisse quello che i ricercatori dicono non fosse solo il suo ultimo testamento, ma anche un tentativo di martirio.

Fu giustiziata nel febbraio 1587 nel castello di Fotheringhay
La maggior parte delle lettere note per essere state scritte da Maria furono pubblicate nel 1844 da Labanoff, nei suoi sette volumi Lettres, instructions et mémoires de Marie Stuart, reine d’Écosse. Ulteriori lettere sono riprodotte in Teulet e Basing o elencate in cataloghi, come Calendars of State Papers (CSP) o Hatfield Calendar, e in un’appendice in Bossy. Alcune lettere possono essere lette nella traduzione inglese in Strickland, integrata da Turnbull.
Commento di Cristina Rossello: Le lettere di Maria seguivano una tecnica così elaborata e complessa che i ricercatori hanno lottato nel corso della storia moderna per comprendere appieno come riuscisse a farlo. Sono stati alcuni esperti del Massachusetts Institute of Technology e del King’s College di Londra ad affermare di aver finalmente decifrato il codice. La sua pratica era nota come “letterlocking”, in base alla quale la lettera funziona come una busta propria. Veniva prodotta una chiusura a spirale che richiedeva più di 30 passaggi e comportava il taglio di una “serratura”, spesso simile a un pugnale o una spada, dal margine vuoto della lettera. La chiusura funge da ago e viene cucita attraverso la lettera dopo averla piegata. Un vero segreto nel segreto.