IL GRANDE ORGANO DELLA CATTEDRALE DI NOTRE-DAME DE PARIS E IL SUO SUONO CELESTIALE

Affacciato sulla navata a 16 metri di altezza, alto 12 metri, con quasi 8.000 canne, cinque tastiere, una pedaliera e 109 registri, lo strumento è uno dei più grandi di Francia e sicuramente uno dei più famosi al mondo. Fortunatamente risparmiato dall’incendio, il grande organo è stato interamente smontato nell’agosto 2020, ripulito e rimontato perfettamente in occasione dell’inaugurazione della Cattedrale.

Da quando la cattedrale è dotata di un organo, alla tribuna si sono succeduti una cinquantina di organisti. Tra i più famosi ricordiamo Louis-Claude Daquin (1694-1772), Claude Balbastre (1724-1799), che suonò l’organo durante la Rivoluzione, Louis Vierne (1900-1937), e Pierre Cochereau (1955-1984), che aiutò rendere lo strumento famoso in tutto il mondo. Da allora gli organisti titolari sono responsabili, oltre che dell’accompagnamento liturgico, della fama mondiale dello strumento. Nel 1985, il custode in carica della cattedrale di Notre-Dame ha ripreso la tradizione del “servizio del quarto”, ereditata dal XVIII secolo.

Alla vigilia della riapertura, durante la Veglia di preghiera organizzata il 7 dicembre 2024, l’arcivescovo di Parigi ha risvegliato lo strumento dopo cinque anni di silenzio. Questo risveglio ha preso la forma di una lunga invocazione all’organo, che risponde cantando e dialogando con monsignor Laurent Ulrich, magnificando ancora una volta la liturgia e le 2.500 funzioni che si svolgoneranno da oggi per ogni anno nella Cattedrale.

A partire dal 15 dicembre 2024, ogni domenica alle ore 17 si terrà un’audizione tenuta da uno degli organisti titolari della Cattedrale. Una stagione concertistica, organizzata dalla Musica Sacra a Notre-Dame de Paris, darà grande risalto all’organo, con una quindicina di concerti ad esso dedicati, senza contare i numerosi altri concerti in cui verrà ascoltato. Il programma di questa stagione sarà annunciato in estate.

Perché il nostro canto salga a te, Signore, per essere più degno della tua Gloria, chiediamo all’organo di risvegliarsi.
Svegliati, organo!

Intona la lode di Dio…

Organo, strumento sacro, guida la preghiera dei fedeli nell’atto di ringraziamento!

Monsignor Olivier Ribadeau Dumas, rettore-arciprete della cattedrale Notre-Dame di Parigi, d’intesa con monsignor Laurent Ulrich, arcivescovo di Parigi, ha annunciato la nomina di quattro organisti titolari, che suoneranno a rotazione:

  • Olivier Latry, organista titolare del grande organo della Cattedrale,
  • Vincent Dubois, organista titolare del grande organo della Cattedrale,
  • Thierry Escaich, membro dell’Institut de France, organista titolare del grande organo della Cattedrale,
  • Thibault Fajoles, organista assistente titolare del grande organo e dell’organo del coro della Cattedrale.

Ai due organisti presenti al momento dell’incendio, Olivier Latry e Vincent Dubois, si aggiungono l’organista, compositore e improvvisatore Thierry Escaich, una delle figure più importanti della musica francese contemporanea, e Thibault Fajoles, in rappresentanza dei giovanissimi generazione di organisti francesi (21 anni), scelto per il suo talento promettente e la comprovata capacità di servire perfettamente sia l’organo grande che quello corale, dove accompagnerà in particolare il Coro della Cattedrale (Musica Sacra Notre Dame di Parigi). Yves Castagnet, in carica dal 1988, resta l’organista titolare dell’organo del coro della Cattedrale. Ex organisti della Cattedrale, Jean-Pierre Leguay e Philippe Lefebvre, sono organisti emeriti.

Commento di Cristina Rossello: L’organo rappresenta lo strumento musicale che raggiunse significato perenne durante il Medioevo. L’impostazione polifonica (a più voci), in alcuni stili specifici, si espresse in modo sublime nel canto gregoriano. Nell’organo di Notre-Dame, lo stile organistico vero e proprio si alterna a sezioni “descant” in cui entrambe le melodie si muovono ritmicamente secondo i tripli schemi del sistema tardo medievale dei modi ritmici. Torna così a vivere quel fascino con un velo mistero che avvolge la Cattedrale in qualcosa di profondamente celestale.

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