CUCINA ITALIANA DEL QUATTROCENTO (LIBRO)

La gastronomia è entrata a buon diritto nel novero delle arti del Rinascimento italiano ed essa pure fruisce del rinnovamento dei passati schemi culturali nel passaggio dal ’300 al ’400: principale artefice del nuovo corso è Maestro Martino con le sue proposte destinate a rivoluzionare il panorama gastronomico italiano.

Il volume è incentrato su questo personaggio e sulla sua opera. Indagando sui tre manoscritti inediti della Biblioteca Vaticana, di Riva del Garda e della Biblioteca Pierpont Morgan di New York, lo studio comparato di questi testi ha permesso di tracciare un quadro esauriente della cucina italiana del periodo. Appare evidente un netto progresso rispetto al secolo precedente: dalla scelta degli alimenti di base, alle tecniche di cottura, alla preparazione dei piatti, all’apparizione di cibi precedentemente sconosciuti. Attraverso la descrizione di alcuni celebri banchetti organizzati nella seconda metà del ’400 è stato possibile ricostruire l’ambiente. Un dettagliato indice delle ricette contenute nei tre manoscritti consente una immediata comparazione e offre ai curiosi – ma non solo a questi – un incredibile ventaglio di proposte gastronomiche che spaziano dall’aragosta al caviale, dai beccafichi ai piccioni, a una grande varietà di minestre, frittelle, torte e pasticci, e tutta una serie di maccheroni, vermicelli e ravioli: ricette destinate a caratterizzare l’alimentazione italiana dei secoli a venire tanto che molte sono ancora del tutto attuali. Non mancano le preparazioni monumentali come il pavone arrosto allo spiedo ricoperto di sottili foglie d’oro e del suo manto di piume, le penne della coda aperte a ruota, presentato ai commensali con il becco fiammeggiante quasi fosse una fenice.

Biblioteca dell’«Archivum Romanicum», serie I, vol. 272Casa Editrice Leo S. Olschki

Rossello family Office di Cristina Rossello

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