BRUXELLES META CULTURALE PER UN APPRONDIMENTO SUL MOVIMENTO SURREALISTA DI MAGRITTE

Generalmente Bruxelles non è sempre meta per un turismo culturale, ma può essere invece una bella occasione per visitare il Museo dedicato a René Magritte, un maestro del Surrealismo, che ogni anno vede 300 mila visitatori

Il surrealismo è un movimento artistico nato ufficialmente con la pubblicazione del Manifeste du surréalisme nel 1924. Il movimento deve il suo nome al poeta francese Guillaume Apollinaire, che nel 1917 usò questo termine per denominare una forma di espressione che va oltre il Realismo.

In origine, il Surrealismo era essenzialmente letterario.

Questo movimento è stato rapidamente adottato dalle arti visive, dalla musica, dal cinema e dalla fotografia. Il surrealismo si sviluppò a Parigi, all’epoca capitale mondiale dell’arte, e attirò artisti dall’Europa e dagli Stati Uniti. Già nel 1924, il Belgio fu il primo paese, oltre alla Francia, le cui iniziative portarono alla creazione di una scena surrealista. Per i surrealisti, l’idea, l’inconscio e il gioco con il razionale sono al centro della creazione. È nel 1926 che René Magritte dipinge le sue prime tele di carattere surrealista.

Ma chi era René Magritte

René Magritte (21 novembre 1898, Lessines, Belgio – 15 agosto 1967, Bruxelles) è stato un artista belga, uno dei più importanti pittori surrealisti, i cui bizzarri voli di fantasia fondevano orrore, pericolo, commedia e mistero. Le sue opere erano caratterizzate da simboli particolari: il torso femminile, l’ometto borghese, la bombetta, la mela, il castello, la roccia, la finestra, la pipa e altri oggetti comuni, spesso ambientati in situazioni insolite o inquietanti. Il padre di Magritte era un sarto e sua madre era una modista che si annegò nel fiume Sambre quando Magritte aveva circa 14 anni. Successivamente, lui e i suoi due fratelli furono allevati da sua nonna. Da adolescente conobbe Georgette Berger, che sarebbe diventata sua moglie quasi 10 anni dopo. Dopo aver studiato all’Accademia di Belle Arti di Bruxelles (1916-1918), Magritte divenne designer per una fabbrica di carta da parati e poi realizzò schizzi per pubblicità. Nel 1922 vide una riproduzione del dipinto di Giorgio de Chirico “La canzone dell’amore (1914)”, una giustapposizione evocativa e inquietante di elementi strani (un busto classico e un guanto di gomma tra loro) in uno spazio architettonico onirico. L’opera ha avuto una grande influenza sull’approccio artistico di Magritte. Negli anni successivi sviluppò uno stile singolare che comprendeva oggetti di uso quotidiano resi con cura, spesso collocati in accostamenti enigmatici.

E’ altresì importante la biblioteca del museo dove ci sono  i cataloghi delle collezioni del Museo Magritte di Bruxelles e del Museo René Magritte di Jette (la sua ex casa), nonché il catalogo ragionato Magritte in 6 volumi di David Sylvester e Sarah Whitfield. Libri di pittura e scultura, ma anche di letteratura sul contributo di Magritte al cinema, alla fotografia, alla pubblicità, ecc. La biblioteca possiede anche una ricca collezione di cataloghi di mostre alle quali Magritte partecipò. 

Commento di Cristina Rossello: Nel 1924, il poeta e scrittore francese André Breton pubblicò il Manifesto del Surrealismo – Manifeste du surréalisme – lanciando così un movimento artistico importante e dalle molteplici sfaccettature. Ne farà seguito una seconda versione nel 1930. Magritte è sicuramente un esponente dove prevale l’esperienza onirica nell’arte, come nella terapia psicanalitica. Arte e inconscio in una visione sul paradosso di ogni forma, sull’assurdità dell’esistenza. Il Museo a lui dedicato nella città di Bruxelles rappresenta un’occasione di turismo culturale dove le opere di Magritte, con i suoi doppi sensi immersi ci introducono in un’atmosfera di mistero che non può che farci riflettere.

Il surrealismo si fonda sull’idea di un grado di realtà superiore connesso a certe forme di associazione finora trascurate, sull’onnipotenza del sogno, sul gioco disinteressato del pensiero. Tende a liquidare definitivamente tutti gli altri meccanismi psichici e a sostituirsi ad essi nella risoluzione dei principali problemi della vita. André Breton, Manifeste du surréalisme

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