Cinquanta opere eccezionali di una collezioni di arte africana provenienti dalla Collezione Hilde & Dieter Scharf in asta a Parigi da Christie’s
“… la mia prima acquisizione. Con essa, ero entrato in una terra incognita. La mia curiosità era stuzzicata. Quella che era iniziata come una ricerca di indizi ora si rifiutava di lasciarmi andare…” Dieter Scharf in Heymer, K. e Thompson, J., Sehen lernen. Eine Sammlung afrikanischer Figuren, 1999,

Nel corso di tre decenni, Hilde e Dieter Scharf hanno assemblato una collezione rara e profondamente personale che rende omaggio al potere creativo degli artisti africani. Ricche di forme e sorprendentemente diverse, le sculture che hanno scelto incarnano l’essenza stessa della figurazione nell’arte africana. Nipote del celebre collezionista berlinese Otto Gerstenberg, Dieter Scharf è cresciuto in un mondo intriso d’arte. Questa precoce familiarità con il linguaggio visivo ha naturalmente alimentato la sua profonda e duratura passione per il collezionismo. Dopo aver collezionato Simbolismo e Surrealismo per la propria collezione per venticinque anni, la sua prima acquisizione di arte africana ha segnato una svolta: una scoperta sbalorditiva di un continente artistico sconosciuto.
La consapevolezza della necessità di “imparare a vedere”. Con discernimento, curiosità e il supporto incrollabile della moglie Hilde, ha ricercato i principali mercanti d’arte del suo tempo, ha esplorato un’ampia gamma di stili e ha costruito una collezione tanto coerente quanto eccezionale
La collezione Scharf di sculture africane è stata pubblicata integralmente solo una volta, nel 1999, nel libro “Sehen lernen. Eine Sammlung afrikanischer Figuren”, scritto a quattro mani da Dieter Scharf e dalla figlia Julietta. A lungo tenuta lontana dagli occhi del pubblico, la collezione emerge ora come un’estensione discreta ma rigorosa dell’universo estetico che Scharf ha pazientemente costruito nel corso della sua vita di collezionista. Proprio come le opere simboliste e surrealiste che ammirava, queste sculture africane dialogano con l’invisibile, l’ignoto e il potere dei sogni, pur basando il loro linguaggio visivo sulla figura umana. L’arte africana è diventata così una naturale prosecuzione del percorso estetico di Hilde e Dieter.
Immersa nel cuore di Berlino, di fronte al maestoso Castello di Charlottenburg dal 2008, la Sammlung Scharf-Gerstenberg si erge come un gioiello culturale dedicato alle visioni che hanno plasmato la storia dell’arte occidentale per oltre due secoli. Le origini della collezione affondano nella passione di Otto Gerstenberg (1848-1935), un importante dirigente assicurativo berlinese. L’eredità di Gerstenberg è continuata attraverso la figlia Margarethe Scharf e, in seguito, attraverso i nipoti Dieter e Walther Scharf, che hanno continuato a collezionare opere d’arte.
Oggi Julietta Scharf continua a sviluppare l’interpretazione della collezione originale attraverso il suo ruolo di Presidente della Fondazione, che ospita due mostre speciali ogni anno accanto alla collezione permanente.
Questa collezione si distingue per diversi importanti gruppi di statuaria africana in cui gli artisti esplorano la forma umana. In primo piano il corpus Dogon, rappresentato da sei sculture di sorprendente intensità. Catturate in momenti di movimento sospeso, celebrano la potenza formale dell’antica scultura delle regioni rocciose del Mali. L’Africa occidentale è ulteriormente evidenziata da una figura Baulé della Costa d’Avorio, attribuita al “Maestro di Essankro”. Già parte della collezione Paul Guillaume, fu esposta a Parigi già nel 1923. L’arte gabonese è rappresentata da una serie di tre sculture Fang, una delle quali è un’imponente figura proveniente dalla ex collezione di Frank Crowninshield, esposta al Brooklyn Museum nel 1937, e una figura-reliquiario Kota della collezione Georges de Miré, esposta nella storica mostra del 1930 alla Galerie Pigalle. Uno degli esempi più superbi dell’arte congolese è la magnifica figura di maternità Yombe attribuita al Maestro di Kasadi, uno dei soli 6 esempi attribuiti a questo maestro scultore. Con la sua sorprendente precisione formale e il suo realismo quasi soprannaturale, questo capolavoro fu presentato per la prima volta nel 1937 da F. Olbrechts e più recentemente esposto nell’acclamata mostra del Metropolitan Museum of Art del 2016, Kongo: Power and Majesty. La maestosa figura di Luba, capolavoro indiscusso dell’arte centroafricana, è notevole per la sua presenza imponente ed elegante. Questa scultura può essere attribuita con sicurezza allo stesso artista di un’altra figura a figura intera, ora nella collezione del British Museum.
Commento di Cristina Rossello: Negli ultimi anni c’è stata forte accelerazione nell’arte africana grazie ai riconoscimenti da parte del mercato artistico globale e l’aumento dei collezionisti attivi a livello internazionale che possono favorire l’apporto di nuovi capitali e l’apertura di nuovi canali di compra-vendita. Questo denota la crescita sempre maggiore del legame fra arte e finanza. Il collezionismo è passione ma anche investimento nella gestione patrimoniale