All’Abbadia di Fiastra, l’esposizione sui pellegrini della Via Lauretana Due importanti eventi espositivi sono stati presentati dalla Regione Marche: le mostre “Henri Matisse e la Cappella di Vence” e “Come farfalle in volo: le casule – Pellegrini di speranza tra Roma e Loreto: documenti, cartografia e oggetti di antichi viaggiatori tra XVI e XIX secolo”
La prima è promossa dalla Fondazione di culto e religione Vaticano II, dalla Diocesi di Macerata e dai Musei Vaticani, in collaborazione con la Fondazione Carima.
Si è voluto rendere omaggio al celebre artista francese Henri Matisse e alla sua opera d’arte sacra: la realizzazione della Cappella del Rosario per il convento delle suore domenicane di Lacordaire a Vence, in Costa Azzurra. La mostra, nata da una prima idea di Renato Poletti, presidente della Fondazione Giustiniani Bandini, e curata da Micol Forti, responsabile della Collezione d’Arte moderna e contemporanea dei Musei Vaticani, è allestita nelle sale di Palazzo Ricci, sede della Fondazione Carima, e presenta in esclusiva quattro “casule” che Matisse realizzò tra il 1950 e il 1951. La mostra recentemente inaugurata è intervenuto il cardinale Gianfranco Ravasi. L’esposizione resta aperta al pubblico fino al 28 settembre, a Palazzo Ricci.
“Siamo felici di collaborare a questa iniziativa – ha dichiarato il presidente Acquaroli – che apre il programma degli eventi pensati per celebrare il Giubileo nelle Marche. Per la nostra regione rappresentano una grande opportunità. Eventi dal risvolto spirituale e con riflessi di natura culturale, ma anche economica e turistica. Le Marche hanno una storia strettamente legata allo Stato Pontificio, e sono quindi parte del suo vasto patrimonio, tra cui vi è anche il Santuario di Loreto.
Un momento per valorizzare e cogliere l’opportunità di unire al Giubileo e quindi, al richiamo dei Pellegrini, anche una serie di iniziative che possono rafforzare e coadiuvare esperienze di natura culturale. “In occasione del Giubileo 2025 – ha spiegato Micol Forti – insieme alla diocesi di Macerata, i Musei Vaticani hanno voluto regalare a tutta la regione Marche, oltre che alla città di Macerata una mostra un po’ speciale.
I Musei Vaticani conservano nella loro collezione di arte moderna e contemporanea un ricco nucleo di opere di Henri Matisse. Le opere provengono tutte dal lavoro preparatorio che il grande artista francese ha fatto per la realizzazione della Cappella di Vence, alla quale lavora proprio a metà del Novecento. Soprattutto questa mostra offre la possibilità di vedere per la prima volta quattro delle casule che Matisse realizza per gli abiti liturgici di questo straordinario luogo che lui concepirà in ogni singolo dettaglio e, oltre a dei disegni, delle lettere, dei bozzetti preparatori, abbiamo fatto in modo che il pubblico possa ripercorrere tutti gli aspetti di questa di questa Cappella, di questa opera fantastica che ha segnato l’arte sacra del Novecento.

Per parlare al grande pubblico, la Cappella di Vence è importante per comprendere l’arte del ‘900 come la Cappella degli Scrovegni di Giotto lo è per l’arte del ‘300 e la Cappella Sistina di Michelangelo per l’arte del ‘500. Portare a Macerata le casule di Matisse significa sfidare la città a confrontarsi con l’arte del ‘900 e con il tema del rapporto tra l’arte e la fede, qualcosa di davvero “centrato” in una città universitaria per vivere anche intellettualmente il Giubileo. Un’opera totale perché quasi alla fine della vita e certo al culmine della sua sintesi artistica, un grande come Matisse vi affronta, con tutte le forme dell’arte un tema in maniera unitaria. Tentando una sintesi che possa interessare a visitare questa mostra, a Vence Matisse affronta, da non credente, il tema del fascino dell’incontro imprevisto con una fede vissuta, celebrata e candidamente proposta ad un mondo che ritiene di non averne bisogno. Ed è con l’aiuto di grandi personalità come Micol Forti, Renato Poletti ed il cardinale Ravasi, che Macerata coglie questa occasione unica di dare uno sguardo alla bellezza dell’arte del ‘900”. “Quando in ambito del comitato promotore per il Giubileo – ha raccontato Poletti – avevamo ritenuto opportuno e desiderato di iniziare con un evento pressoché iconico, abbiamo tutti pensato a qualcosa che venisse dalla Santa Sede, principalmente dai Musei Vaticani. Abbiamo pensato alla ricostruzione che è stata fatta nei Musei Vaticani, nella sezione arti moderne e contemporanee, della Cappella di Vence voluta da Matisse. La cosa principale è che le casule realizzate da Matisse vengono esposte saltuariamente. Vederne quattro insieme ci è sembrata una cosa unica e valida. Così questo evento apre tutta una galleria di altri eventi di carattere giubilare che si svolgeranno nelle Marche”.

La seconda mostra, a cura di Antonio Volpini, promossa dalla Fondazione Giustiniani Bandini e dalla Diocesi di Macerata, in collaborazione con il Progetto Cammini Lauretani, la Biblioteca Statale di Macerata e la Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia di Macerata, è allestita presso l’Ex Ospizio dei Pellegrini, all’Abbadia di Fiastra (Tolentino, Macerata). Ad inaugurarla, è stata sua eminenza cardinale Gianfranco Ravasi. Questa mostra nasce dalla passione del suo curatore per il viaggio, con una predilezione per Loreto. “Le reliquie della Santa Casa – ha ricordato Volpini – furono meta di pellegrinaggio fin dall’inizio del XIV secolo e l’itinerario verso Loreto fu il più frequentato dai pellegrini, specialmente nelle ricorrenze giubilari, ma adoperato anche dai viaggiatori. Gli interventi papali conferirono ad esso anche un valore simbolico e un carattere istituzionale. Il percorso espositivo ripercorre le fasi salienti del viaggio: la preparazione, il percorso, la meta, focalizzando la dimensione giubilare. Il titolo stesso richiama il motto di questo Anno Santo 2025: Pellegrini di speranza; perciò il pellegrinaggio è qui proposto come metafora dell’esistenza”. La mostra sarà visitabile fino al 7 gennaio 2026.
Commento di Cristina Rossello: Le radici del significato del Giubileo si trovano nella tradizione biblica, più precisamente nell’Antico Testamento dove Gesù si presenta come il compimento di questo Giubileo antico, affermando di essere stato mandato per “proclamare l’anno di grazia del Signore” (Isaia), dando così pieno significato alla celebrazione giubilare come simbolo di salvezza e redenzione. Nel corso della storia, ogni Giubileo ha portato un messaggio unico di rinnovamento, pace e unità, diventando un punto di riferimento per tutta la comunità cattolica.