Prosegue il nostro percorso dentro alle fondazioni italiane e alle loro iniziative volte alla valorizzazione del Patrimonio culturale: la Fondazione Ragghianti, presenta la mostra “Made In Italy. Destinazione America 1945-1954”, un viaggio nel design e nella creatività italiani del dopoguerra.
Bene sottolineare che la Fondazione per la sua natura non lucrativa della fondazione (così come anche per le associazioni) non preclude che queste svolgano attività imprenditoriale purchè svolta in modo secondario e comunque strumentale allo scopo istituzionale per il quale è stata costituita. In tale ipotesi anche alla fondazione dovrebbe essere applicato in toto il cd. statuto dell’imprenditore commerciale, tra cui l’iscrizione nel Registro delle Imprese, la necessità di tenere scritture contabili e la possibilità di fallimento (per le fondazioni bancarie e musicali è espressamente previsto che non possano essere soggette a fallimento ma a liquidazione coatta amministrativa). Tuttavia la giurisprudenza ha escluso che gli amministratori o associati di una fondazione esercente attività commerciale possano giovarsi della limitazione di responsabilità derivante dall’essere la fondazione una personalità giuridica per la mancanza di norme circa i controlli sul bilancio e sulla attività degli amministratori. E’ inoltre possibile che una fondazione si avvalga di società a latere per la gestione della attività economica, le cui azioni o quote sono quindi detenute dalla società stessa. In tal caso solo alla società controllata risulteranno applicabili le norme e prescrizioni per l’attività imprenditoriale. A tal fine giova ricordare che su questo tema è intervenuto il D. Lgs. 118/2005 in tema di “impresa sociale”.
A oltre settant’anni dalla storica mostra itinerante “Italy at Work” negli Stati Uniti, l’esposizione della Fondazione Ragghianti, curata da Paola Cordera e Davide Turrini, documenta l’evoluzione della produzione artistica, artigianale e industriale italiana negli anni immediatamente successivi alla Seconda guerra mondiale, evidenziando l’importanza del rapporto con gli Stati Uniti nel favorire lo sviluppo e la promozione del designed and made in Italy. Dai vetri Venini alle ceramiche di Gio
Ponti, Lucio Fontana e Fausto Melotti, passando per le calzature di Salvatore Ferragamo, la mostra racconta, con un forte taglio interdisciplinare, un periodo di grande fermento creativo e di rilancio
internazionale attraverso opere pittoriche, scultoree e grafiche, oggetti d’arte applicata e di design, accessori di moda, disegni di allestimenti, prodotti e documentazioni.
«Attraverso un ricco repertorio di materiali d’archivio, vogliamo offrire una nuova prospettiva sugli oggetti iconici di quel periodo e sui loro esemplari conservati nei musei, affrontando temi come le relazioni culturali tra l’Italia e gli Stati Uniti nel dopoguerra, le reti internazionali che coinvolsero politici, critici, artisti e designer di spicco, nonché la storia di eccellenze manifatturiere, alcune delle quali tuttora in attività», hanno commentato Alberto Fontana e Paolo Bolpagni, presidente e direttore della Fondazione Ragghianti. «La mostra rievoca così un momento cruciale per la promozione del Made in Italy nel mondo, sottolineando l’importanza del “saper fare” degli Italiani e delle relazioni fra arte e design, rendendoli parte integrante del racconto contemporaneo».
Made in Italy
Destinazione America 1945-1954
Dal 5 aprile al 29 giugno 2025
Fondazione Ragghianti
Via San Micheletto, 3 – Lucca
La mostra si inserisce nel contesto storico dell’Italia del dopoguerra, un periodo caratterizzato da un intenso dialogo con gli Stati Uniti, volto a promuovere la produzione artistica, artigianale e industriale del Paese. In questi anni, segnati dal Piano Marshall e dalla Guerra Fredda, le relazioni tra i due Paesi diedero impulso a numerose iniziative di valorizzazione del Made in Italy oltreoceano.
Grazie all’impegno di enti come la CADMA (Commissione Assistenza Distribuzione Materiali Artigianato) presieduta da Carlo Ludovico Ragghianti, dalla CNA (Compagnia Nazionale Artigiana) e della Handicraft Development Inc., furono organizzati eventi di grande rilevanza per la diffusione dei prodotti italiani negli USA, tra cui le mostre alla House of Italian Handicrafts (1947-1956), l’esposizione itinerante “Italy at Work” (1950-1953) e le rassegne commerciali ospitate in
prestigiosi stores come Macy’s e Kauffmann. Grazie anche al contributo di Ragghianti, si crearono le condizioni per la valorizzazione della cultura artistica, progettuale e produttiva italiana, che a lungo ha influenzato l’immaginario collettivo legato al Made in Italy.

La mostra, con allestimento di Uliva Velo, si avvale di un comitato scientifico internazionale composto da Raffaele Bedarida, Paolo Bolpagni, Paola Cordera, Marianne Lamonaca, Liz St. George, Salvador Salort-Pons, Lucia Savi e Davide Turrini. L’esposizione è accompagnata da un catalogo che si articola in un nucleo iniziale di saggi scientifici (di Paolo Bolpagni, Paola Cordera, Sandra Costa, Davide Turrini e Alessandra Vaccari), che approfondiscono i contenuti e le dinamiche espositive
adottate nel dopoguerra per promuovere la nuova cultura progettuale e produttiva italiana all’estero, da un’ampia sezione iconografica e dai testi di approfondimento di Antonio Aiello, Manuel Barrese, Sandra Coppola, Ali Filippini, Lisa Hockemeyer, Lucia Mannini, Simone Rossi, Oliva Rucellai, Mauro Stocco ed Elisabetta Trincherini.
Fondazione Ragghianti
La Fondazione Centro Studi sull’Arte Licia e Carlo Ludovico Ragghianti – ETS (Fondazione Ragghianti) nasce nel 1981 come centro studi, su iniziativa di due grandi storici dell’arte italiani, Carlo Ludovico Ragghianti (Lucca, 1910 – Firenze, 1987) e sua moglie Licia Collobi (Trieste, 1914 – Firenze, 1989), con l’intento di offrire al pubblico un laboratorio permanente di studio e di ricerca sull’arte. Fin da subito ha sede nel quattrocentesco Complesso monumentale di San Micheletto a Lucca, e comprende uno spazio espositivo, una biblioteca specializzata, un archivio, una fototeca, una videoteca, una casa editrice che si occupa di produrre libri, pubblicazioni specialistiche e due riviste («Luk» e «Critica d’Arte») e un centro studi che svolge attività di ricerca e didattica e bandisce borse di studio post-dottorali. Fin dai suoi esordi la Fondazione si propone di promuovere l’attenzione verso l’arte sia tra gli appassionati sia presso il grande pubblico, attraverso mostre dedicate a varie forme di espressione, incentrate su tendenze e artisti e temi meritevoli di approfondimento. A partire dal 1992 la Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca è il principale ente sostenitore e finanziatore della Fondazione Ragghianti, presieduta da Alberto Fontana e guidata dal direttore Paolo Bolpagni.
In copertina: Salvatore Ferragamo, Iride, 1930-1936, décolleté in merletto ad ago di Tavarnelle e capretto, Museo Ferragamo, Firenze