ARCHEOLOGIA GLACIALE: REPERTI COME OPERE D’ARTE AL BRITISH MUSEUM DI LONDRA

Una nuova mostra al British Museum di Londra offrirà una rara opportunità di ammirare alcune delle opere d’arte più antiche rinvenute nel Regno Unito insieme a opere più recenti di artisti celebri

Ice Age Art Now (21 giugno – 14 settembre) è un progetto in partnership tra il British Museum, Bradford 2025 UK City of Culture e Bradford District Museums & Galleries, che aprirà al Cliffe Castle Museum di Keighley, nel distretto di Bradford, il 21 giugno.

La mostra presenta opere di popolazioni vissute in Europa alla fine dell’ultima era glaciale, tra 24.000 e 12.000 anni fa

In quel periodo, la lenta ripresa dalla quasi estinzione causata dai cambiamenti climatici stimolò una straordinaria rinascita artistica. Con il riscaldamento climatico, si verificò un enorme aumento della produzione di disegni, sculture, utensili e armi decorate, gioielli e motivi complessi. Queste opere d’arte non erano cruciali per la sopravvivenza fisica dei gruppi umani, ma allora come oggi, l’arte contribuiva al benessere psicologico ed emotivo delle persone, contribuendo a stabilire i forti legami sociali essenziali per sostenere il loro stile di vita. Questo periodo vide l’ascesa di incisioni su piccola scala di incredibile delicatezza su osso, corno, avorio e pietra, che furono create accanto alle immagini più familiari presenti sulle pareti delle caverne. Questi disegni raffigurano gli animali da cui dipendevano il cibo e le materie prime, come bisonti, cavalli, stambecchi e renne.

Sono incluse anche opere di Rembrandt, Matisse e Maggi Hambling, per mettere in risalto gli elementi essenziali di linea, forma, ombreggiatura, composizione e astrazione presenti nella lunga storia dell’arte, nonostante siano separati da migliaia di anni.

La mostra presenterà oltre 75 oggetti provenienti dalla collezione del British Museum, molti dei quali vengono raramente prestati a causa della loro età e fragilità. Tra i pezzi forti:

Punta di selce rinvenuta a Volgu, Saona e Loira, Francia, risalente a 24.000 anni fa. Si tratta di un capolavoro dell’arte litica. Migliaia di utensili in pietra, realizzati rapidamente, efficaci ma banali, rappresentano attività quotidiane in lunghi periodi di storia antica. Occasionalmente, come in questa punta di Volgu, mostrano anche virtuosismo tecnico e qualità estetica che non hanno nulla a che fare con la funzionalità. Lunga 28 centimetri, sorprendentemente sottile e splendidamente rifinita, questa punta a forma di foglia è una delle sedici rinvenute a Volgu, Saona e Loira, Francia. Rivela l’abilità e la destrezza dell’artigiano, nonché la capacità di materializzare e comunicare idee attraverso la produzione di oggetti di alta qualità, ma non funzionali. Disegno inciso di un cavallo su osso, rinvenuto a Creswell Crags, Derbyshire, Inghilterra, risalente a circa 13.500 anni fa. Questa è la più antica opera d’arte figurativa inglese conosciuta, rinvenuta nella grotta di Robin Hood, a Creswell Crags, nel Derbyshire. Disegnato su un pezzo di costola ben preparato, il cavallo era attraversato da una serie di linee verticali, prima di essere cancellato da linee orizzontali incise con veemenza. L’osso fu poi rotto. Due renne disegnate su osso, rinvenute a La Madeleine, in Dordogna, Francia, risalenti a circa 13.500 anni fa. Originariamente parte di una composizione più ampia, interrotta da un’antica frattura. L’animale più giovane è perfettamente proporzionato e disegnato e ombreggiato in modo naturalistico incidendo le linee con uno strumento di pietra. L’osso è stato poi colorato con ocra rossa, ancora visibile nelle linee. Ciondolo in osso inciso raffigurante un ghiottone, rinvenuto a Grotte des Eyzies, in Dordogna, Francia, risalente a circa 13.000-12.000 anni fa. Questa sottile scheggia d’osso, estratta dalla superficie della scapola di un animale e perforata per essere appesa come ciondolo, incornicia un disegno inciso di un ghiottone. Raramente raffigurati nelle immagini dell’era glaciale, i ghiottoni sono carnivori timidi ma feroci, con magnifiche e pregiate pellicce. Questo capolavoro in miniatura è una rappresentazione rara, notevole per la sua accuratezza e vivacità. Il naturalismo e la qualità delle ombreggiature ottenute con l’uso di uno strumento per incisione su pietra sono raffinati quanto quelli ottenuti nell’incisione del formichiere di Goya con un bulino metallico nel 1776.
Maggi Hambling (n. 1945), Studio per La discesa della testa del toro. Carboncino su carta, 1985. Uno studio per il primo di una serie di dipinti di tori di Hambling, ispirati sia alle corride che alla leggenda del Minotauro. Attribuendo al toro più teste, l’artista rappresenta il movimento, un espediente presente anche nell’arte dell’era glaciale.
Feedback
Commento di Cristina Rossello: Una mostra che fa comprendere come gli esempi più rari sopravvissuti d’arte dell’era glaciale possono raccontarci le memorie conservate al loro interno.  Memorie di eventi e di epoche passate in un contesto storico preciso. L’archeologia glaciale, pur essendo ambito di ricerca abbastanza giovane, permette anche di capire come è cambiato l’ambiente glaciale nell’arco di secoli quando non di millenni.

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