VIAGGIO NELLA VENEZIA DI IERI E DI OGGI: LA BASILICA DI SAN MARCO, IL SUO CAMPANILE E LA BIBLIOTECA MARCIANA

Venezia è una delle più grandi mete del turismo di ieri e oggi per la sua eterna e affascinante storia. Ma riscopriamo un po’ della sua storia, iniziando dalla famosa Basilica San Marco, il suo campanile e la Biblioteca Marciana chiamata anche di San Marco

La Basilica di San Marco, chiesa di Venezia la cui costruzione iniziò nella sua forma originaria nell’829 (consacrata nell’832) come struttura ecclesiastica per ospitare e onorare le spoglie di San Marco, portate da Alessandria. San Marco sostituì quindi San Teodoro come patrono di Venezia, e il suo attributo, il leone alato, divenne in seguito il simbolo ufficiale della Repubblica di Venezia. La Basilica di San Marco, costruita accanto a Palazzo Ducale, fungeva anche da cappella del doge. Divenne cattedrale di Venezia solo nel 1807.

La prima basilica fu incendiata nel 976 durante una rivolta popolare contro il doge Pietro Candiano IV, ma fu restaurata sotto il suo successore, il doge Domenico Contarini (morto intorno al 1070); l’attuale basilica fu completata nel 1071

La pianta è a croce greca e l’edificio è sormontato da cinque cupole. Il design è spiccatamente bizantino, ed è probabile che nella costruzione e nella decorazione siano stati impiegati architetti e artigiani sia bizantini che italiani. Nel corso dei secoli, l’aggiunta di sculture, mosaici e oggetti cerimoniali ha accresciuto la ricchezza della chiesa. I famosi quattro cavalli di bronzo sulla galleria della facciata occidentale, ad esempio, furono portati a Venezia al tempo della Quarta Crociata (1204) da Costantinopoli, dove facevano parte di una quadriga trionfale greco-romana (una scultura di un carro trainato da quattro cavalli affiancati). Sebbene originariamente collocati nell’Arsenale, furono installati a metà del XIII secolo all’esterno di San Marco. Furono trasferiti a Parigi da Napoleone, ma furono restituiti nel 1815. In seguito, per proteggerli da eventuali danni, gli originali furono portati all’interno e al loro posto furono collocate delle copie.

L’interno della basilica è interamente decorato con mosaici su fondo oro e con numerose varietà di marmo; il pavimento è in marmo intarsiato e vetro.

Nella luce ristretta, i loro colori risplendono. La transenna che separa il coro dalla navata centrale è ornata da statue marmoree, capolavori della scultura gotica veneziana di Jacobello e Pier Paolo dalle Masegne.

Il Campanile, separato dalla chiesa, fu originariamente iniziato sotto il doge Pietro Tribuno (morto nel 912). Fu adattato alla sua forma attuale all’inizio del XVI secolo. Crollò nel 1902, ma nel 1912 fu ricostruito nel suo sito originale.

Svettante sopra i pinnacoli di San Marco, domina il paesaggio urbano ed è visibile per chilometri attraverso la laguna. Nel 1902 crollò, facendo guadagnare una fortuna al fotografo che catturò l’evento. Il consiglio comunale decise immediatamente di ricostruirlo attorno a un nucleo di cemento armato e i lavori furono completati entro il 1912. Oggi un ascensore porta i turisti alla cella campanaria, realizzata in pietra calcarea bianca d’Istria e aperta su tutti e quattro i lati, offrendo uno spettacolare panorama dell’isola, della terraferma e del mare.

Alla base del Campanile si trova la Loggetta, un portico colonnato progettato dal Sansovino. Costruita in marmo rosso di Verona e impreziosita da marmo bianco di Carrara, verde antico (un marmo verde screziato) e calcare bianco d’Istria, la Loggetta era destinata a fungere da sfondo ideale per i nobili veneziani che si riunivano prima del corteo solenne verso Palazzo Ducale. Anche questa è stata meticolosamente restaurata utilizzando i materiali originali.

Commento di Cristina Rossello: Una storia che ci ricorda la storia di Venezia e della sua eterna cultura tramandata nei secoli. Interessante è anche la Biblioteca Vecchia (1529, detta anche Biblioteca Nazionale Marciana o Biblioteca di San Marco) che erigi proprio vicino al campanile sul lato occidentale della piazzetta. La biblioteca fu progettata da Sansovino per ospitare una grande collezione di testi e manoscritti umanistici lasciata in eredità alla Repubblica nel 1468 da Bessarione, patriarca latino di Costantinopoli. Oggi importante biblioteca di ricerca, annovera tra i suoi tesori il testamento di Marco Polo, un manoscritto di mano di Petrarca e numerosi libri e mappe stampati quando Venezia era un grande centro editoriale e cartografico.

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