IL VOTO NEGLI STATI UNITI: TUTTI I PRESIDENTI ELETTI E LA STORIA DEL CONGRESSO CONTINENTALE

In quanto capo del governo degli Stati Uniti, il presidente è probabilmente il funzionario governativo più potente al mondo. Il presidente è eletto per un mandato di quattro anni tramite un sistema di collegi elettorali. Dall’adozione del ventiduesimo emendamento nel 1951, la presidenza americana è stata limitata a un massimo di due mandati.

Il presidente e il vicepresidente degli Stati Uniti sono formalmente eletti attraverso un collegio elettorale. I membri (elettori) di questo collegio elettorale sono scelti attraverso il voto popolare in ogni stato e per essere eletto presidente un candidato deve ricevere la maggioranza dei voti elettorali. Se nessun candidato ottiene la maggioranza, il presidente viene eletto dalla Camera dei Rappresentanti, che può scegliere tra i tre candidati con più voti elettorali.

Sotto riportiamo un elenco dei presidenti degli Stati Uniti, i loro luoghi di nascita, i partiti politici e la durata del mandato.

  • 1. George Washington, Virginia – Federalista 1789–97
    2. John Adams, Massachusetts – Federalista 1797–1801
    3. Thomas Jefferson, Virginia – Democratico-Repubblicano 1801–09
    4. James Madison, Virginia – Democratico-Repubblicano 1809–17
    5. James Monroe, Virginia – Democratico-Repubblicano 1817–25
    6. John Quincy Adams, Massachusetts National – Repubblicano 1825–29
    7. Andrew Jackson, South Carolina – Democratico 1829–37
    8. Martin Van Buren, New York – Democratico 1837–41
    9. William Henry Harrison, Virginia – Whig 1841
    10. John Tyler, Virginia – Whig 1841–45
    11. James K. Polk, North Carolina – Democratico 1845–49
    12. Zachary Taylor, Virginia – Whig 1849–50
    13. Millard Fillmore, New York – Whig 1850–53
    14. Franklin Pierce, New Hampshire – Democratico 1853–57
    15. James Buchanan, Pennsylvania – Democratico 1857–61
    16. Abraham Lincoln, Kentucky – Repubblicano 1861–65
    17. Andrew Johnson, North Carolina – Democratico (Unione) 1865–69
    18. Ulysses S. Grant, Ohio – Repubblicano 1869–77
    19. Rutherford B. Hayes, Ohio – Repubblicano 1877–81
    20. James A. Garfield, Ohio – Republicano 1881
    21. Chester A. Arthur, Vermont – Repubblicano 1881–85
    22. Grover Cleveland, New Jersey – Democratico 1885–89
    23. Benjamin Harrison, Ohio – Repubblicano 1889–93
    24. Grover Cleveland, New Jersey – Democratico 1893–97
    25. William McKinley, Ohio – Repubblicano 1897–1901
    26. Theodore Roosevelt ,New York – Repubblicano 1901–09
    27. William Howard Taft, Ohio – Repubblicano 1909–13
    28. Woodrow Wilson, Virginia – Democratico 1913–21
    29. Warren G. Harding, Ohio – Repubblicano 1921–23
    30. Calvin Coolidge, Vermont – Repubblicano 1923–29
    31. Herbert Hoover, Iowa – Repubblicano 1929–33
    32. Franklin D. Roosevelt New York – Democratico 1933–45
    33. Harry S. Truman, Missouri – Democratico 1945–53
    34. Dwight D. Eisenhower, Texas – Repubblicano 1953–61
    35. John F. Kennedy, Massachusetts – Democratico 1961–63
    36. Lyndon B. Johnson, Texas – Democratico 1963–69
    37. Richard M. Nixon, California – Repubblicano 1969–74
    38. Gerald R. Ford, Nebraska – Repubblicano 1974–77
    39. Jimmy Carter, Georgia – Democratico 1977–81
    40. Ronald Reagan Illinois – Repubblicano 1981–89
    41. George Bush, Massachusetts – Repubblicano 1989–93
    42. Bill Clinton Arkansas – Democratico 1993–2001
    43. George W. Bush, Connecticut – Repubblicano 2001–09
    44. Barack Obama, Hawaii – Democratico 2009–17
    45. Donald Trump, New York – Repubblicano 2017–21
    46. Joe Biden, Pennsylvania – Democratico 2021–24
  • 47. Donald Trump, New York – Repubblicano (eletto 5 novembre 2024)

Qui di seguito è giusto ricordare il Congresso Continentale che nel periodo della Rivoluzione Americana era l’organismo dei delegati che parlavano e agivano collettivamente per i popoli degli stati-colonia che più tardi divennero gli Stati Uniti d’America. Il termine si riferisce più specificamente agli organismi che si riunirono nel 1774 e nel 1775-81 e designati rispettivamente come Primo Congresso Continentale e Secondo Congresso Continentale. Il Primo Congresso Continentale, concordato in risposta agli Atti dei Comitati di Corrispondenza coloniali, si riunì a Filadelfia il 5 settembre 1774. Cinquantasei deputati rappresentavano tutte le colonie tranne la Georgia. Peyton Randolph della Virginia fu eletto presidente all’unanimità, stabilendo così l’uso di quel termine così come di “Congresso”. Charles Thomson della Pennsylvania fu eletto segretario e prestò servizio in tale carica durante i 15 anni di vita del Congresso. Il Primo Congresso Continentale comprendeva Patrick Henry, George Washington, John e Samuel Adams, John Jay e John Dickinson. Riunione in sessione segreta, l’organismo ha respinto un piano per riconciliare l’autorità britannica con la libertà coloniale. Invece, ha adottato una dichiarazione dei diritti personali, tra cui la vita, la libertà, la proprietà, l’assemblea e il processo con giuria. La dichiarazione denunciava anche la tassazione senza rappresentanza e il mantenimento dell’esercito britannico nelle colonie senza il loro consenso. La regolamentazione parlamentare del commercio americano, tuttavia, fu accettata di buon grado. I legami con la Gran Bretagana vennero gradualmente tagliati fino a quando la separazione non fu completa. Il 2 luglio 1776, con l’astensione di New York, il Congresso “all’unanimità” deliberò che “queste Colonie Unite sono, e di diritto dovrebbero essere, Stati liberi e indipendenti”. Il 4 luglio venne pronunciata solennemente la Dichiarazione d’Indipendenza (data divenuta festività nazionale statunitense “Giorno dell’Indipendenza”).

Il Congresso preparò anche gli Articoli della Confederazione che, dopo essere stati approvati da tutti gli stati, divennero la prima costituzione degli Stati Uniti nel marzo 1781.

Commento di Cristina Rossello: La storia degli Stati Uniti, pur recente ci ricorda che furono le 13 colonie americane a diventare i 13 Stati Uniti Stati d’America nel 1783, in seguito alla loro guerra per l’indipendenza dalla Gran Bretagna. Gli articoli della Confederazione prevedevano un’unione, ma estremamente libera e fragile. Lo stesso George Washington la definì una “rope of sand” (corda di sabbia). Non esisteva una valuta comune, non esisteva una forza militare nazionale per cui molti stati avevano ancora i propri eserciti e flotte. C’era scarso controllo centralizzato sulla politica estera e  non esisteva un sistema nazionale per imporre e riscuotere le tasse. Ed è così che nacque il progetto di Costituzione che, pur non essendo un documento lungo, forniva il quadro per il governo più complesso mai realizzato. Il governo nazionale avrebbe così avuto pieni poteri per  emettere valuta, imporre tasse, concedere brevetti, condurre la politica estera, mantenere un esercito, istituire uffici postali e disporre scelte militari (trad. “fare la guerra”). Nacquero anche un congresso, un presidente e un sistema giudiziario con poteri equilibrati e controlli.

 

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