Il British Museum ha lanciato oggi una Campagna importante per salvare il “Cuore Tudor”, un favoloso pendente d’oro legato a Enrico VIII e Caterina d’Aragona, acquisendolo permanentemente per la nazione.
Il British Museum ha avviato oggi una campagna di raccolta fondi per acquisire definitivamente il “Cuore Tudor”, un prezioso pendente d’oro collegato a Enrico VIII e Caterina d’Aragona, impedendo così che finisca in una collezione privata. Scoperto nel 2019 da un cercatore di metalli nel Warwickshire, il gioiello è ora al centro di un’iniziativa volta a raccogliere 3,5 milioni di sterline entro aprile 2026, con l’invito al pubblico a sostenere la sua permanenza in mostra per le generazioni future.
Il pendente, a forma di cuore e realizzato in oro 24 carati, offre uno sguardo raro sul matrimonio tra il re e la regina, unendo la rosa Tudor al simbolo del melograno di Caterina. Sotto il cuore, uno striscione riporta la scritta tousiors, l’antico francese per “sempre”, evocando un legame eterno. Il matrimonio, durato 24 anni, fu il più lungo della vita di Enrico VIII e segnò profondamente la prima corte Tudor, con Caterina impegnata anche come reggente durante le assenze del re. Oggetti che celebrino la relazione tra Enrico e Caterina sono quasi del tutto scomparsi, rendendo il Cuore Tudor un testimone storico unico. Il pendente testimonia sia il lusso dei primi anni di regno di Enrico VIII sia la solidità dell’unione con Caterina, prima della suo annullamento nel 1533.
Secondo gli studi del British Museum, il gioiello potrebbe essere stato creato per un torneo del 1518 in occasione del fidanzamento della loro figlia, la principessa Maria, con l’erede al trono francese. In quell’epoca, il re commissionava spesso agli orafi londinesi gioielli “da costume” per grandi celebrazioni e occasioni ufficiali, indossati brevemente per creare un effetto di straordinario splendore. La campagna ha ricevuto un impulso iniziale grazie a una donazione di 500.000 sterline dal Julia Rausing Trust, avvicinando l’obiettivo finale. Il Cuore Tudor, rinvenuto in un campo nel Warwickshire, è stato segnalato ai sensi del Treasure Act del 1996, che obbliga i ritrovatori a denunciare reperti di possibile valore storico, garantendo loro un riconoscimento. Il programma, gestito dal Portable Antiquities Scheme (PAS), permette ai musei inglesi di proteggere la storia e di offrire al pubblico la possibilità di ammirare oggetti unici e significativi.
Il Treasure Act del 1996
Secondo il Treasure Act, chi trova oggetti ha l’obbligo legale di segnalare tutte le scoperte di possibile tesoro al coroner locale del distretto in cui il reperto è stato rinvenuto. Il successo della legge è reso possibile solo grazie al lavoro del Portable Antiquities Scheme (PAS), che informa i ritrovatori sui loro obblighi legali, fornisce consulenza sul processo e redige relazioni per i coroner sui ritrovamenti considerati tesori. La legge consente a un museo nazionale o locale di acquisire i reperti considerati tesori a beneficio del pubblico. In tal caso, viene corrisposta una ricompensa, che di norma viene divisa equamente tra il ritrovatore e il proprietario del terreno. Le parti interessate possono rinunciare al diritto alla ricompensa, consentendo ai musei di acquisire i reperti a costo ridotto o gratuitamente. Le ricompense sono calcolate sul valore di mercato pieno dei reperti, determinato dal Segretario di Stato su consiglio di un comitato indipendente di esperti, noto come Treasure Valuation Committee. L’amministrazione del processo relativo ai tesori è gestita dal British Museum. Questo lavoro comprende la preparazione dei casi di tesori per le inchieste dei coroner, il supporto come segreteria per il Treasure Valuation Committee, e la gestione dei casi rifiutati e del pagamento delle ricompense.
Il Portable Antiquities Scheme (PAS)
Gestito dal British Museum in Inghilterra e da Amgueddfa Cymru – Museums Wales in Galles, il PAS è un progetto in partnership che collabora con almeno 117 partner nazionali e locali per perseguire gli obiettivi del programma. In Inghilterra, il PAS è finanziato tramite il contributo del Department for Culture, Media and Sport al British Museum, con ulteriori contributi dei partner locali. Tutti i Finds Advisors, Finds Liaison Officers e Finds Liaison Assistants (in Inghilterra) che lavorano per il PAS sono impiegati localmente ma operano come un team nazionale diretto dal British Museum. Ogni anno vengono scoperti migliaia di oggetti archeologici, molti dai membri del pubblico, soprattutto da chi pratica metal detecting. Se registrati, questi ritrovamenti hanno un grande potenziale per arricchire la conoscenza archeologica, aiutando gli studiosi a comprendere quando, dove e come vivevano le persone nel passato. Il PAS offre l’unico meccanismo proattivo per registrare tali reperti, rendendoli poi disponibili al pubblico tramite il suo database online.
Il PAS ha beneficiato anche di stage finanziati dall’Headley Trust, offrendo opportunità a chi desidera sviluppare una carriera nell’archeologia. Inoltre, il Graham and Joanna Barker Fund ha fornito supporto aggiuntivo nelle aree dove le risorse sono scarse. Il PAS accoglie chiunque desideri sostenere il suo lavoro a livello locale, invitandolo a contattare il British Museum. Molte organizzazioni hanno inoltre supportato l’acquisizione di reperti considerati tesori, tra cui Art Fund, Headley Trust, Heritage Lottery Fund, National Heritage Memorial Fund e V&A Purchase Grant Fund. Senza questi contributi e senza le donazioni del pubblico, molti importanti ritrovamenti archeologici non sarebbero presenti nelle collezioni pubbliche.
Julia Rausing Trust
Il Julia Rausing Trust è stato istituito in memoria della defunta filantropa britannica Julia Rausing (nata Delves-Broughton), deceduta nel 2024. Con donazioni annuali a favore di enti di beneficenza nel Regno Unito dell’ordine di 100 milioni di sterline, è uno dei più grandi trust caritatevoli del Paese. Julia Rausing ha co-fondato il Julia and Hans Rausing Trust nel 2014. Era ampiamente conosciuta per il suo impegno costante nella filantropia e per i contributi significativi a numerose cause benefiche nel Regno Unito. Ha giocato un ruolo fondamentale nello sviluppo del trust, diventato uno dei più grandi fondi filantropici del Paese, donando circa 400 milioni di sterline durante la sua vita a progetti nei settori della salute, del welfare e delle arti, principalmente nel Regno Unito.
Commento di Cristina Rossello: Julia Rausing si è distinta come una filantropa lungimirante e costante, capace di trasformare le risorse private in un impatto sociale duraturo. Il suo impegno nel sostenere cause benefiche nel Regno Unito ha dimostrato come la filantropia possa diventare uno strumento potente per il cambiamento, promuovendo salute, welfare e arti. Grazie alla sua visione e dedizione, il trust è cresciuto fino a diventare uno dei principali fondi filantropici del Paese a testimonianza di come l’impegno individuale possa lasciare un’eredità significativa e duratura nella società.