Il Centro Studi e Ricerche R.F.O. ha condotto un’attività di studio e di analisi volta a evidenziare l’importanza di un riconoscimento storico-culturale dei menù antichi, i quali rappresentano una categoria documentaria di eccezionale valore per la comprensione e la valorizzazione della cultura gastronomica italiana.
Tali materiali, spesso trascurati o conservati in archivi privati, costituiscono testimonianze dirette delle pratiche alimentari, sociali e cerimoniali che, nel corso dei secoli, hanno contribuito in modo determinante alla formazione e all’evoluzione dell’identità culinaria nazionale.
Nel quadro delle politiche di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale materiale e immateriale, tali collezioni meritano di essere riconosciute come beni di interesse storico e antropologico, nonché come risorse strategiche per la promozione della cultura del cibo italiana in Italia e nel mondo.
Oltre alla funzione descrittiva degli alimenti e delle pietanze offerte, il menu costituisce una fonte storica di natura sociale, linguistica ed economica. Attraverso esso è possibile: ricostruire l’evoluzione dei modelli alimentari e delle gerarchie culinarie; comprendere la diffusione dei prodotti tipici e delle denominazioni regionali; individuare i rapporti fra classi sociali, istituzioni e pratiche di rappresentanza attraverso il cibo; analizzare l’evoluzione del linguaggio gastronomico e delle terminologie culinarie.
Stampati su carte pregiate, illustrati con disegni originali o impreziositi da fregi, stemmi e calligrafie, essi rappresentano un bene culturale a carattere misto, nel quale convivono dimensioni estetiche, documentarie e identitarie. Tali manufatti, oltre a essere oggetti d’arte, testimoniano il dialogo fra arti visive, tipografia, design e cultura conviviale, e sono pertanto potrebbero rientrare come beni tutelati ai sensi del Codice dei Beni Culturali (D.Lgs. 42/2004, artt. 10 e 11).
Un processo di tutela e valorizzazione
Per arrivare a assicurare la tutela e la valorizzazione delle collezioni di menù antichi, è chiaro che ci vogliono delle azioni strategiche, tra cui:
- Archiviazione storica e digitalizzazione;
- Catalogazione scientifica e ricerca interdisciplinare;
- Valorizzazione museale e turistica (mediante mostre permanenti e itineranti integrate nei percorsi dedicati alla cucina e al design italiani);
- Infine, educazione e formazione (includendo lo studio dei menù storici nei programmi di scuole alberghiere, accademie gastronomiche e corsi universitari).

Perchè un riconoscimento dei menu storici come patrimonio della cucina sarebbe di grande interesse culturale con ricadute sul turismo?
Il riconoscimento delle collezioni di menù antichi come parte integrante del patrimonio della cucina italiana comporterebbe ricadute rilevanti sia sul piano culturale che su quello economico. Dal punto di vista culturale, contribuirebbe a rafforzare l’identità nazionale e ad accrescere la consapevolezza del valore storico, sociale e simbolico del cibo all’interno della tradizione italiana. Contemporaneamente, tale riconoscimento aprirebbe nuove opportunità di sviluppo nei settori del turismo culturale, dell’editoria, della formazione e dell’innovazione agroalimentare, promuovendo la diffusione della cultura gastronomica come risorsa creativa ed economica. L’investimento nella tutela e valorizzazione di queste collezioni si configurerebbe quindi come un motore di crescita sostenibile, pienamente in linea con gli obiettivi dell’Agenda 2030 relativi alla cultura, alla sostenibilità e all’inclusione sociale.