IL CUOCO DUCALE BARTOLOMEO STEFANI E “L’ ARTE DI BEN CUCINARE”

Bartolomeo Stefani noto per il suo ruolo come capocuoco alla corte dei Gonzaga a Mantova era nipote di Giulio Cesare Tirelli, capocuoco della Serenissima Repubblica di Venezia.

Nel 1662 pubblicò a Mantova il libro di cucina L’arte di ben cucinare, dedicandolo al mecenate Ottavio I Gonzaga, principe di Vescovato. Quest’opera è considerata uno dei trattati gastronomici più rilevanti del suo tempo e costituisce una tappa fondamentale nella storia della cucina italiana.

Nel libro, Stefani descrive con grande dettaglio un banchetto organizzato dal duca Carlo per la regina Cristina di Svezia alla vigilia di Natale del 1655, illustrando l’allestimento della tavola e le modalità del servizio.

Particolare attenzione è dedicata all’organizzazione dei banchetti e all’allestimento della tavola, dei piatti al posto delle tradizionali ciotole e l’introduzione di posate complete, coltello, forchetta e cucchiaio, insieme a bicchiere e tovagliolo per ciascun ospite.

Inoltre, nel suo trattato Stefani dedica inoltre una sezione al “cibo ordinario”, fornendo un quadro completo della cucina dell’epoca, dai piatti più raffinati a quelli più semplici, ma sempre curati nei dettagli. La sua opera ebbe una notevole influenza sulla cultura gastronomica italiana e francese, e rimane oggi un punto di riferimento per chi studia la storia della cucina e le raffinatezze della tavola nobiliare del XVII secolo.

Una delle sezioni centrali dell’opera è dedicata alle ricette e preparazioni, che comprendono centinaia di piatti, dai più elaborati della cucina nobiliare a quelli più semplici e quotidiani. Stefani tratta con cura la preparazione di carne, pesce, pollame, verdure, zuppe, dolci e salse, molte delle quali richiedono tecniche complesse e ingredienti pregiati, tipici delle tavole di corte.

Commento di Cristina Rossello: Il libro “L’arte di ben cucinare” di Bartolomeo Stefani non è solo un manuale di cucina, ma un documento storico che offre una finestra preziosa sulle abitudini alimentari, sociali e culturali della nobiltà italiana del XVII secolo, confermandosi come un pilastro della tradizione gastronomica europea.

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